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Messina, la città degli annunci e dei progetti milionari. Ma dove sono i posti di lavoro e le imprese promesse?

- 08/11/2026
Messina, la città degli annunci e dei progetti milionari. Ma dove sono i posti di lavoro e le imprese promesse?

Sud Innovation Summit, Messina Works, Fertility: risorse pubbliche, eventi e programmi per rilanciare l’economia. Mentre «Messina in cifre» certifica il crollo dell’occupazione, mancano rendicontazioni pubbliche capaci di dimostrare quanta nuova occupazione stabile e quanti investimenti siano stati realmente generati. E torna la domanda sull’utilizzo del denaro dei cittadini.

Messina, la città degli annunci e dei progetti milionari. Ma dove sono i posti di lavoro e le imprese promesse?
Messina, la città degli annunci e dei progetti milionari. Ma dove sono i posti di lavoro e le imprese promesse?

MESSINA – La città doveva diventare la capitale dell’innovazione, un laboratorio di nuove opportunità, un polo capace di attrarre imprese, investimenti e talenti. Intanto, però, il lavoro scompare. E mentre a Palazzo Zanca si susseguono progetti, conferenze stampa, protocolli d’intesa e annunci di sviluppo, i numeri dell’economia messinese raccontano una realtà ben diversa. Appena il 35,6 per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni lavora. Gli occupati sono scesi a 49.781, con una perdita di 4.371 unità in un solo anno. Gli inattivi sono 74.663. È quanto emerge da Messina in cifre 2025, il rapporto dell’Ufficio statistica del Comune che colloca Messina all’ultimo posto tra le tredici grandi città italiane considerate per tasso di occupazione. Una fotografia che apre una questione politica e amministrativa precisa: quanto hanno realmente inciso sulla struttura economica della città le iniziative finanziate e promosse dall’amministrazione comunale?

Sud Innovation Summit, la capitale dell’innovazione che non si vede nelle statistiche

Il caso più emblematico è quello del Sud Innovation Summit, giunto nel 2025 alla terza edizione. Un evento presentato come straordinaria occasione per trasformare Messina in un punto di riferimento dell’innovazione tecnologica, favorire l’incontro con le multinazionali e attrarre imprese e capitali. Il Comune ha sostenuto l’iniziativa, organizzata con il coinvolgimento dell’Università, attraverso risorse pubbliche. Per la terza edizione, dai dati della procedura di affidamento risulta un contratto da 121 mila euro alla SDS Eventi Srl. Gli organizzatori hanno comunicato numeri importanti di partecipazione. Esiste anche un rapporto, Sud Innovation 2025, dedicato all’attrattività e alla competitività del Mezzogiorno. Ma si tratta di un’analisi dell’ecosistema meridionale, non di una valutazione delle ricadute economiche prodotte dall’evento sulla città di Messina.

E allora le domande, dopo tre edizioni, rimangono.

Quante aziende hanno aperto una sede operativa a Messina grazie al Summit? Quanti investimenti privati sono arrivati? Quanti giovani messinesi sono stati assunti? Quante collaborazioni annunciate si sono trasformate in contratti, attività produttive e occupazione stabile?

Non risultano, nella documentazione pubblica consultata, risposte organiche a questi interrogativi. Ci sono i numeri degli incontri, dei partecipanti, dei relatori. Manca un bilancio altrettanto preciso delle ricadute occupazionali locali. Eppure era proprio questa una delle prospettive evocate dall’amministrazione: creare un ecosistema capace di attrarre talenti, imprese e investimenti. Tre edizioni dopo, Messina registra uno dei peggiori indicatori occupazionali del Paese. Significa che chi ha investito denaro pubblico in quella strategia dovrebbe dimostrare quali risultati siano stati ottenuti.

Messina Works, l’ennesimo progetto senza un bilancio pubblico dei risultati

Poi c’è Messina Works, presentato il 6 febbraio 2026 con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune, Centro per l’impiego, Camera di Commercio e altri soggetti del mercato del lavoro. L’obiettivo dichiarato era favorire l’incontro tra domanda e offerta, sostenere le imprese e promuovere l’inserimento lavorativo, con particolare attenzione ai giovani, alle donne, agli ultracinquantenni e alle persone più fragili. Obiettivi certamente condivisibili. Ma un protocollo d’intesa non è un posto di lavoro.

A nove mesi dall’annuncio, sarebbe utile conoscere quanti disoccupati siano stati effettivamente presi in carico, quanti colloqui siano stati organizzati, quante imprese abbiano aderito operativamente e quanti contratti siano stati sottoscritti. Nelle comunicazioni pubbliche reperite non emerge un report complessivo di questi risultati. Senza numeri verificabili, il confine tra una politica attiva del lavoro e la sua rappresentazione pubblicitaria diventa difficile da individuare.

Fertility, milioni programmati e la domanda sull’autonomia economica

Ancora più rilevante è il caso di Fertility – Social Innovation Lab, promosso dal Comune e dalla Messina Social City. La scheda ufficiale del programma PN Metro Plus indica risorse programmate per oltre 18 milioni di euro, con circa 14,88 milioni ammessi a finanziamento. Non si tratta di somme già integralmente spese: il progetto è ancora in corso e la conclusione è prevista nel dicembre 2027. Nel dicembre 2025 l’amministrazione ha annunciato l’avvio di 530 borse di inclusione sociale, destinate ad accompagnare persone in condizioni di fragilità attraverso orientamento, formazione e percorsi di inserimento. Ma quale risultato hanno prodotto fino a oggi? Quanti beneficiari hanno completato il percorso? Quanti hanno trovato un impiego regolare? E quanti potranno conservare un reddito autonomo una volta terminato il sostegno pubblico? Una borsa di inclusione può essere uno strumento prezioso per una persona in difficoltà. Non equivale, però, alla creazione di un’occupazione stabile. Ad oggi manca un passaggio fondamentale: l’efficacia del progetto dovrebbe essere misurata non soltanto attraverso il numero delle borse attivate, ma attraverso gli esiti sociali e lavorativi dei beneficiari. Il progetto non è concluso, ma questo non impedisce di pubblicare dati intermedi sul suo avanzamento.

I finanziamenti alle imprese e il conto ancora da fare

Il Comune ha anche approvato, nel gennaio 2026, graduatorie per oltre 4,3 milioni di euro destinati a 96 realtà imprenditoriali, attraverso i programmi Impresa.NET e MadeInME. È un intervento concreto sul versante degli incentivi, che tuttavia richiede un successivo monitoraggio. Le graduatorie e gli stanziamenti non certificano, da soli, l’effettiva erogazione di tutte le risorse né la creazione di nuovi posti di lavoro. Anche qui: quante imprese hanno ricevuto i contributi? Quante hanno aumentato il personale? Quante nuove attività sono nate e quante hanno prospettive di sopravvivenza economica?

Sono dati necessari per verificare l’efficacia della politica di sostegno alle imprese, anziché limitarsi a contabilizzarne gli importi.

E se quei soldi fossero stati utilizzati diversamente?

La discussione sulle priorità della spesa pubblica deve essere necessariamente riaperta da chi ha il diritto e il dovere di farlo. Mentre la Caritas diocesana segnala la diffusione del lavoro povero e la crescente vulnerabilità economica delle famiglie, il Comune continua a destinare risorse a eventi, programmi e iniziative che vengono raccontati soprattutto attraverso i loro obiettivi. Non sarebbe stato più utile indirizzare almeno una parte delle risorse disponibili verso incentivi diretti alle assunzioni, agevolazioni per chi apre un’impresa, sostegni alle attività commerciali e misure per le famiglie impoverite? Di certo non tutte le somme sono liberamente trasferibili da un progetto all’altro. I finanziamenti europei, per esempio, hanno vincoli di destinazione e procedure specifiche. Ma la domanda sull’efficacia delle scelte di programmazione resta pienamente legittima. Anche perché non tutte le iniziative nascono nello stesso momento. I dati occupazionali del 2025 non possono misurare i risultati di Messina Works, avviato nel 2026, né quelli definitivi di Fertility, ancora in svolgimento. Possono però servire a definire la gravità del problema al quale queste politiche dichiarano di voler rispondere.

Il punto è un altro: l’amministrazione Basile dispone di un sistema pubblico di monitoraggio che consenta ai cittadini di sapere quanto si sta spendendo e quali benefici vengono prodotti?

Per il Sud Innovation Summit occorre conoscere le ricadute economiche locali. Per Messina Works, le assunzioni effettive. Per Fertility, i percorsi conclusi e le condizioni economiche raggiunte dai beneficiari. Per gli incentivi alle imprese, i contributi erogati e gli investimenti realmente attivati. Di affidamenti, finanziamenti, protocolli e programmi esiste una documentazione. Non emerge invece un quadro pubblico altrettanto completo che colleghi sistematicamente quelle spese ai risultati occupazionali ed economici raggiunti. E se il Comune possiede già queste informazioni, dovrebbe renderle accessibili, indicando per ciascuna iniziativa le risorse impegnate, quelle effettivamente spese, gli obiettivi previsti e quelli conseguiti.

Perché i messinesi conoscono ormai molto bene il costo delle iniziative annunciate. Quello che ancora non conoscono, con la stessa precisione, è quanti posti di lavoro e quante nuove opportunità economiche abbiano prodotto. Insomma, in una parola: la loro effettiva utilità.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.