
Il 10 novembre, dalle 16 alle 20, si fermerà il personale dell’azienda di trasporto pubblico. La protesta dopo l’aggressione a un conducente dello Shuttle a Galati. I sindacati accusano: «Nessun intervento concreto per garantire la sicurezza dei lavoratori».


IN COPERTINA FOTO DI REPERTORIO
MESSINA – Un pugno alla gola mentre cercava di riportare la calma su un autobus. Poi l’intervento del 118, la corsa al Policlinico e il ricovero in osservazione. È l’ennesima aggressione a un conducente dell’ATM di Messina. Questa volta, però, i sindacati hanno deciso di fermare il servizio: quattro ore di sciopero, martedì 10 novembre, dalle 16 alle 20, proclamate senza il preavviso ordinariamente previsto dalla legge. A sottoscrivere la proclamazione sono Filt CGIL, Fit CISL, UGL Autoferro, FAISA CISAL e ORSA Trasporti, che chiamano in causa direttamente l’azienda e le istituzioni, accusate di non avere adottato misure concrete nonostante le ripetute segnalazioni sulle condizioni di sicurezza del personale.
L’aggressione sullo Shuttle a Galati
L’episodio risale alla mattina di oggi, venerdì 6 novembre. Intorno alle 8, su uno Shuttle diretto verso sud, all’altezza del bivio di Galati, scoppia una violenta lite tra due passeggeri. La situazione rischia di coinvolgere anche gli altri utenti a bordo. Il conducente ferma il mezzo a Galati Sant’Anna e interviene per riportare la calma. I due litiganti, secondo la ricostruzione contenuta nella comunicazione sindacale, sono in evidente stato di alterazione. L’autista chiede quindi l’intervento delle forze dell’ordine.
Ma prima che arrivi la pattuglia uno dei due passeggeri lo colpisce con un pugno alla gola. L’aggressione rende necessario l’intervento dei sanitari del 118 e il trasferimento al Policlinico, dove il lavoratore riceve le prime cure e viene posto sotto osservazione. La comunicazione non specifica la prognosi.
I sindacati: «Richieste rimaste senza risposte concrete»
Per le cinque organizzazioni sindacali, quanto accaduto non rappresenta un episodio isolato, ma si aggiunge a una serie di aggressioni già denunciate alle autorità competenti. Il punto più pesante della comunicazione, trasmessa oggi all’ATM, alla Prefettura, alla Commissione di garanzia e al sindaco di Messina, riguarda proprio le responsabilità nella prevenzione. Secondo i sindacati, nonostante le ripetute richieste, non si sarebbero registrati interventi concreti, né aziendali né istituzionali, per prevenire le aggressioni e rafforzare la sicurezza del personale durante il servizio. Una denuncia che sposta la questione dal singolo episodio alla gestione complessiva della sicurezza nel trasporto pubblico messinese. Il conducente, chiamato a garantire l’incolumità dei passeggeri, finisce per esporsi personalmente alla violenza.
Sciopero il 10 novembre: stop dalle 16 alle 20
La protesta riguarderà tutto il personale operante in ATM S.p.A., con il mantenimento delle prestazioni indispensabili previste dalla normativa. Le organizzazioni sindacali richiamano espressamente l’articolo 2, comma 7, della legge 146 del 1990, che contempla deroghe al preavviso minimo in presenza di gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.
L’astensione, precisano, dovrà svolgersi senza compromettere la sicurezza dei passeggeri, del personale, dei mezzi e degli impianti. All’ATM viene chiesto di informare tempestivamente l’utenza e predisporre le necessarie misure organizzative.
Le richieste all’ATM e alle istituzioni
Tre le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali: assicurare assistenza al conducente aggredito, convocare con urgenza un incontro tra azienda e autorità competenti e adottare misure effettive di prevenzione e tutela del personale.
La proclamazione porta le firme di M. Parisi per Filt CGIL, D. Pellegrino per Fit CISL, A. Nostro per UGL Autoferro, N. Morabito per FAISA CISAL e T. Bertolone per ORSA Trasporti.


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