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Cgil Messina: oltre 30mila residenti stranieri, servono diritti e lavoro dignitoso

Cgil Messina: oltre 30mila residenti stranieri, servono diritti e lavoro dignitoso
Cgil Messina: oltre 30mila residenti stranieri, servono diritti e lavoro dignitoso
Cgil Messina: oltre 30mila residenti stranieri, servono diritti e lavoro dignitoso

Presentato il Dossier Immigrazione all'Università. Per il sindacato la presenza straniera è una risorsa strutturale contro l'invecchiamento demografico, ma persistono forti disuguaglianze nel lavoro

Sono 30.662 i cittadini stranieri residenti nella provincia di Messina, 1.651 in più rispetto al 2024, con una crescita del 5,7%. I dati sono stati illustrati il 27 ottobre 2026 in occasione della presentazione del Dossier Immigrazione all'Università. Gli stranieri rappresentano il 5,2% della popolazione provinciale, una percentuale superiore alla media siciliana del 4,6%. La provincia di Messina risulta essere la quarta in Sicilia per numero di residenti stranieri e la terza per imprese con titolari nati all'estero, che raggiungono quota 4.521. A frequentare le scuole della provincia sono invece 4.098 studenti con cittadinanza straniera, pari al 13,5% del totale regionale. Per quanto riguarda la stabilità della presenza, su 20.813 soggiornanti non comunitari presenti nella provincia, 9.228 sono titolari di un permesso di lungo periodo, pari al 44,3%, un dato superiore alla media regionale del 36,2%. Il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, a margine della presentazione del dossier, ha dichiarato: “In un territorio segnato dall’invecchiamento della popolazione, dallo spopolamento e dall’emigrazione di tanti giovani non possiamo permetterci di considerare l’immigrazione soltanto un problema di ordine pubblico. La vera sfida è costruire una società capace di garantire a tutte e tutti lavoro regolare, salari dignitosi, istruzione, sanità e diritti. L’integrazione non è soltanto una questione di solidarietà: è una scelta fondamentale per il futuro economico e sociale della provincia di Messina”. Patti ha poi aggiunto: “Questi numeri raccontano una realtà che troppo spesso viene ignorata nel dibattito pubblico. Migliaia di persone straniere vivono, lavorano, studiano, costruiscono famiglie e contribuiscono quotidianamente all’economia del nostro territorio. Non siamo di fronte a una presenza temporanea o esclusivamente emergenziale, ma a una componente strutturale della nostra società, che merita diritti, riconoscimento e opportunità”. Il rapporto IDOS evidenzia inoltre le profonde disuguaglianze che caratterizzano il mercato del lavoro. A livello regionale, il 46,4% degli occupati stranieri svolge professioni non qualificate, contro il 12,5% degli italiani, mentre il 28,9% è impiegato in agricoltura e il 16,6% nel lavoro domestico. Sulla questione, il segretario della Cgil ha commentato: “Sono dati che devono far riflettere perché dimostrano come una parte importante della popolazione straniera continui a essere concentrata nelle mansioni meno qualificate. È necessario rafforzare il contrasto al lavoro nero, allo sfruttamento e al caporalato, garantire l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e assicurare parità di salario e di diritti a parità di lavoro”. Un ulteriore elemento emerso riguarda il calo delle acquisizioni di cittadinanza italiana nella provincia messinese: dalle 3.307 del 2023 si è passati alle 2.880 del 2024, fino alle 2.012 del 2025, registrando una riduzione del 39% in due anni su cui il sindacato ritiene necessario approfondire le cause e verificare eventuali difficoltà nei percorsi amministrativi. Per la Cgil Messina occorre infine investire nel sistema di istruzione, nella formazione professionale, nei servizi territoriali, nelle politiche abitative e nell'accesso ai servizi pubblici, rafforzando la rete dell'accoglienza.

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