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Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un’incognita

- 22/10/2026
Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un'incognita

L’appalto aggiudicato con un ribasso del 32% si interrompe dopo pochi mesi. Palazzo Zanca contesta gravi inadempienze al consorzio F2B, mentre le prime piogge hanno già provocato nuovi cedimenti. Adesso bisognerà mettere in sicurezza il cantiere e trovare un’altra impresa per completare gli interventi.

Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un'incognita

MESSINA – Doveva essere uno degli interventi destinati a ridurre il rischio idrogeologico nella zona nord della città. A nove mesi dalla consegna dei lavori, il torrente Annunziata presenta invece un cantiere pressoché immobile, opere realizzate per appena il 10% e un contratto d’appalto che il Comune di Messina ha deciso di risolvere per gravi inadempienze dell’impresa aggiudicataria. La decisione del Dipartimento Servizi Tecnici di Palazzo Zanca apre una nuova fase di incertezza per un’opera attesa da anni, la cui conclusione era prevista per il 14 maggio 2027. Una scadenza che, alla luce dell’interruzione delle attività e delle procedure necessarie per affidare nuovamente i lavori, appare ormai difficilmente rispettabile. Il problema riguarda soprattutto le condizioni dell’alveo. Il cantiere è fermo dalla fine di agosto e le prime precipitazioni autunnali hanno già evidenziato ulteriori criticità, con cedimenti e accumuli di detriti segnalati lungo il percorso del torrente.

Un appalto da quasi due milioni, aggiudicato con il 32% di ribasso

Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un'incognita

La vicenda comincia ben prima dell’apertura del cantiere. Il progetto di sistemazione idraulica risale al 2018 e ha attraversato un lungo percorso amministrativo prima di arrivare all’aggiudicazione del settembre 2025. L’intervento rientra nel programma PN Metro Plus 2021-2027, che prevede risorse programmate per complessivi 4 milioni di euro. La gara era stata vinta dal Consorzio Stabile F2B, con sede nel territorio romano, che aveva indicato come impresa esecutrice la Intea Srl. L’offerta, caratterizzata da un ribasso del 31,9499%, aveva portato l’importo contrattuale a circa 1 milione e 947 mila euro, oltre Iva. Un ribasso consistente, che oggi assume particolare rilievo alla luce dell’esito dell’appalto. Non esistono tuttavia elementi sufficienti per stabilire un rapporto diretto tra lo sconto praticato in gara e l’interruzione dei lavori. Resta da chiarire se le difficoltà emerse durante l’esecuzione fossero prevedibili e quali verifiche siano state effettuate sulla sostenibilità tecnica ed economica dell’offerta.

Il 26 gennaio 2026 l’amministrazione aveva annunciato la consegna del cantiere, presentando l’intervento come un passaggio importante per la sicurezza del quartiere. Nove mesi dopo, il bilancio delle opere eseguite si ferma a un decimo del programma.

La variante respinta e lo scontro tra Comune e impresa

All’origine della rottura contrattuale c’è un contrasto sulle modalità di esecuzione dei lavori e sulla necessità di modificare il progetto. Secondo quanto ricostruito, l’appaltatore aveva sollevato questioni tecniche ed economiche, ritenendo indispensabile una perizia di variante per proseguire le attività. Il documento trasmesso dall’amministrazione il 7 agosto sarebbe stato respinto dall’impresa, che successivamente ha interrotto le lavorazioni. Di diverso avviso il Comune. Secondo Palazzo Zanca, il progetto esecutivo approvato contiene tutte le indicazioni necessarie per realizzare gli interventi e le opere risultano tecnicamente eseguibili. Le interlocuzioni successive e le disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori non hanno consentito di superare lo stallo. Da qui la decisione di applicare l’articolo 122 del Codice dei contratti pubblici, contestando all’appaltatore ritardi ingiustificati, inadempienze e difformità rispetto al programma contrattuale. La risoluzione è stata disposta dopo le contestazioni della Direzione dei Lavori e del responsabile unico del procedimento, l’architetto Angelo Vitello, e la valutazione delle controdeduzioni.

Resta aperta la questione delle differenti valutazioni tecniche. Il Comune sostiene che i lavori potessero proseguire secondo il progetto approvato; l’impresa ha rappresentato la necessità di una variante. L’accertamento delle eventuali responsabilità economiche e contrattuali richiederà ulteriori passaggi.

Il torrente mostra nuovi cedimenti. L’allarme dopo le piogge

A rendere più delicata la situazione sono le condizioni fisiche del cantiere. L’intervento interessa circa 760 metri di alveo, dall’area di via Antonino Agostino fino a vico Marò. Il progetto prevede la rimozione dei detriti, la ricostruzione delle porzioni dissestate del fondo, il ripristino delle briglie e il consolidamento delle strutture di sostegno della viabilità. Sono opere destinate a garantire il corretto deflusso delle acque in un’area densamente urbanizzata, attraversata da importanti collegamenti stradali e caratterizzata dalla presenza di abitazioni e attività. Le piogge dei giorni scorsi hanno riportato in evidenza proprio le condizioni di dissesto che l’intervento avrebbe dovuto affrontare. Sono stati documentati cedimenti della pavimentazione e danneggiamenti della rampa provvisoria realizzata per consentire ai mezzi di raggiungere l’alveo. Sulle cause dei cedimenti saranno necessari accertamenti tecnici. Il movimento Rinascita Messina aveva già sollevato perplessità sulle caratteristiche della rampa di accesso, richiamando le osservazioni dell’ingegnere Gaetano Sciacca circa il possibile restringimento della sezione destinata al passaggio delle acque.

Anche quattro consiglieri della V Municipalità, Emanuele Maurotto, Salvatore Arena, Raffaele Verso e Andrea Zumbo, sono intervenuti con un’interrogazione urgente per chiedere la rimozione dei materiali abbandonati nell’alveo e chiarimenti sui tempi di ripresa degli interventi.

Prima la sicurezza, poi un nuovo affidamento

La risoluzione del contratto non restituisce automaticamente al Comune la disponibilità di un cantiere pronto a ripartire. La Direzione dei Lavori dovrà ricostruire lo stato effettivo delle opere, quantificare quanto realizzato, verificare i materiali e le attrezzature presenti e completare gli adempimenti conseguenti all’interruzione del rapporto contrattuale. Saranno inoltre affrontate le questioni relative alle garanzie fideiussorie e agli eventuali danni contestati all’appaltatore. Successivamente Palazzo Zanca dovrà definire le modalità per affidare il completamento dei lavori, valutando le possibilità offerte dalla normativa e dalla precedente procedura di gara.

Ma le esigenze più immediate riguardano la sicurezza del sito. La stessa amministrazione ha riconosciuto la necessità di intervenire tempestivamente sull’alveo, sui muri d’argine e sulla viabilità comunale, tenendo conto delle criticità segnalate dalla Direzione dei Lavori e della possibilità che nuove precipitazioni intense aggravino le condizioni esistenti. Il Comune dovrà quindi distinguere due percorsi: quello amministrativo, necessario per individuare chi completerà l’appalto, e quello tecnico, che impone di affrontare senza ritardi i pericoli presenti nel cantiere interrotto.

L’interrogativo riguarda anche i tempi e i costi del completamento. Il ribasso ottenuto con la prima gara aveva prodotto economie considerevoli. Occorrerà verificare quali risorse siano effettivamente disponibili, quali somme risultino già liquidate e se il nuovo affidamento comporterà ulteriori oneri. Al momento non è stata resa nota una nuova data per la conclusione dell’intervento. Nel frattempo, il torrente Annunziata resta interessato da un’opera pubblica incompleta, con una controversia contrattuale da definire e una stagione di precipitazioni già iniziata. La priorità operativa è la messa in sicurezza dell’alveo e delle strutture adiacenti, indipendentemente dai tempi necessari per individuare il nuovo esecutore.

Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un'incognita
Torrente Annunziata, lavori fermi al 10%: il Comune risolve il contratto. La messa in sicurezza resta un'incognita
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.