


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che sblocca 60 milioni di euro per il comparto agricolo, 10 per la pesca e 14,4 milioni per il sistema Agea, nel tentativo di disinnescare la protesta degli autotrasportatori che da giorni sta mettendo sotto pressione la rete logistica del Paese.
«Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete», ha sottolineato la premier Giorgia Meloni sui propri canali social, ringraziando le sigle sindacali che, con senso di responsabilità, hanno scelto la via del confronto revocando i fermi. L’esecutivo traccia però un confine invalicabile sul fronte dell’ordine pubblico: le minacce ai colleghi e i tagli alle gomme dei camion, definiti dalla premier non come proteste ma come vere e proprie “intimidazioni”, saranno repressi. Una linea di fermezza ribadita dai vicepremier: se da un lato Antonio Tajani sottolinea l’inutilità dei blocchi per abbassare il costo del gasolio, dall’altro Matteo Salvini è categorico nell’avvertire che i blocchi stradali, configurandosi come reato, verranno trattati come una questione di ordine pubblico.

E sul territorio l’intervento delle forze dell’ordine si è già fatto sentire. Il Viminale ha intensificato i controlli per garantire la circolazione e predisposto le scorte per i mezzi pesanti: il bilancio conta al momento 1.339 persone identificate, 71 denunce e 242 sanzioni amministrative.
A dettagliare il pacchetto di aiuti economici è stato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi. Il cuore dell’intervento riguarda i crediti d’imposta sullo sconto carburanti:
- Vengono iniettati 50 milioni aggiuntivi per elevare il plafond da marzo ad agosto (portandolo a 480 milioni complessivi).
- Stanziati ulteriori 60 milioni per il periodo tra settembre e inizio ottobre.
- Esteso l’utilizzo dei crediti ai primi mesi del 2027.
- Liquidità immediata: l’Agenzia delle Entrate sta certificando i pagamenti avviati dal Mit, con le prime 2.000 imprese che vedranno i fondi nel cassetto fiscale già nei prossimi giorni.
- Previste infine norme specifiche per tutelare le Piccole e Medie Imprese in difficoltà che non rientrano nei rigidi parametri europei.
La mappa delle proteste, intanto, si spacca e mostra un’Italia divisa. Al Sud si registra una distensione in Sicilia e Calabria, dove le principali sigle (come l’Aias siciliana e Fedralog in Calabria) hanno sospeso i blocchi per senso di responsabilità e per garantire le forniture essenziali, pur a fronte di alcuni presidi autonomi che resistono a bordo strada.
La vera criticità si concentra in Campania, dove la situazione rimane esplosiva. Nel Salernitano la tensione è altissima: a Pontecagnano Faiano commercianti e istituzioni locali hanno bloccato gli accessi autostradali, mentre a Battipaglia gli agricoltori hanno sfilato con una bara avvolta nel tricolore per denunciare la morte del comparto. Le conseguenze del blocco logistico si allargano a macchia d’olio: gli scaffali dei supermercati si svuotano dei prodotti freschi, le pompe di benzina sono prese d’assalto con code chilometriche e scatta l’allarme anche negli scali aeroportuali (tra cui Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Crotone e Catania) per le difficoltà di approvvigionamento del carburante Jet A-1. L’onda lunga del blocco travolge anche le scuole, con istituti chiusi per l’assenza di trasporti e manifestazioni studentesche che attraversano l’intera regione.



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