

I motori dei mezzi pesanti tornano a girare e i presidi lungo le autostrade si svuotano. Dopo giorni di paralisi che hanno messo in ginocchio soprattutto il Mezzogiorno, la revoca dei blocchi decisa ieri sera segna il via libera per i rifornimenti. Ma tra lo sgombero delle carreggiate e il ritorno dei prodotti sugli scaffali c’è di mezzo l’inerzia di una catena logistica complessa: secondo le stime della grande distribuzione, per rivedere supermercati, farmacie e depositi pienamente riforniti serviranno almeno cinque o sei giorni, con un ritorno alla normalità previsto a circa una settimana dall’effettiva ripresa dei viaggi.

Il problema principale, adesso, è smaltire l’arretrato. Prima che la merce arrivi nei punti vendita, i camion devono lasciare i presidi, svuotare le banchine dei porti — dove in diversi scali le operazioni non erano ancora tornate regolari —, rifornire gli hub logistici e solo all’ultimo miglio raggiungere i negozi. Un percorso a tappe forzate che nelle prime 48-72 ore dovrà fare i conti con code fisiologiche ai magazzini e colli di bottiglia per recuperare gli ordini inevasi. Come spiegato da Federdistribuzione, se per i prodotti a lunga conservazione il riassortimento sarà più rapido, la vera emergenza riguarda il fresco: tonnellate di derrate deperibili, andate a male durante i giorni di fermo nelle celle frigorifero dei tir bloccati, andranno smaltite e sostituite integralmente con nuovi ordini.

A disinnescare la protesta degli autotrasportatori dell’Aias è stata la mediazione andata in scena ieri in Prefettura a Catania. La categoria ha accettato di sospendere i blocchi dopo aver incassato una doppia garanzia: la convocazione ai tavoli nazionali di settore e l’impegno del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, sullo sblocco immediato dei fondi destinati all’autotrasporto già a partire dalla giornata di oggi.
L’accordo scioglie finalmente i nodi anche in Sicilia, epicentro delle tensioni più dure. Nei giorni scorsi il Comitato dei trasportatori siciliani aveva già fatto un passo indietro revocando il fermo, ma le frange più intransigenti della protesta avevano mantenuto i presidi lungo l’autostrada Messina-Catania, ai varchi del porto di Palermo e su altre arterie strategiche dell’Isola. Con il passo indietro dell’Aias, la circolazione delle merci torna a essere fluida su tutta la rete regionale. Resta però il clima da tregua armata: le sigle sindacali hanno chiarito che lo stato di agitazione non viene ritirato, ma solo congelato in attesa di risposte strutturali. L’appuntamento decisivo è fissato per il 27 ottobre, quando si riunirà per la prima volta il tavolo permanente: sarà quello il vero banco di prova per capire se l’emergenza è davvero alle spalle.


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