


Il gruppo consiliare “Scurria Sindaco” esprime piena solidarietà ai lavoratori borsisti inseriti nell’ambito del progetto Fertility presso MessinaserviziBeneComune, che attendono il pagamento dell’indennità mensile loro spettante.Abbiamo ascoltato il loro appello. Abbiamo sentito le loro parole. E non possiamo restare in silenzio.UNA CITTÀ CHE NON PUÒ DIMENTICARE I PIÙ FRAGILI
Il progetto Fertility nasce con un obiettivo nobile e condivisibile: offrire un’opportunità concreta di riscatto economico e sociale a 530 cittadini messinesi in condizione di fragilità. Un’indennità mensile fino a 700 euro lordi per 25 ore settimanali di attività, per 32 mesi, finanziata con circa 13 milioni di euro del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.Questi uomini e queste donne ogni mattina si alzano, raggiungono il loro posto di lavoro e contribuiscono concretamente ai servizi della città. Non chiedono privilegi: chiedono di essere pagati per il lavoro che svolgono. Chiedono rispetto e certezze. Chiedono quello che spetta a chiunque lavori.Un mese senza indennità non è una semplice irregolarità amministrativa: per famiglie che vivono una condizione di vulnerabilità economica, è una settimana di affitto non pagato, una bolletta scaduta, un figlio a cui non si riesce a garantire il necessario. È un vulnus alla dignità di persone che, proprio attraverso questo percorso, stavano tentando di ricostruire la propria autonomia.
LE NOSTRE DOMANDE: DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?
Come consiglieri comunali, non ci accontentiamo delle parole: vogliamo fatti e risposte chiare. La filiera del progetto Fertility coinvolge tre livelli: il Comune di Messina, soggetto istituzionale di riferimento; Messina Social City, l’azienda speciale promotrice del progetto; e le società partecipate ed enti ospitanti — tra cui Messinaservizi Bene Comune — che ricevono i borsisti e che, secondo quanto previsto dall’avviso pubblico, sono tenute al pagamento diretto dell’indennità.Vogliamo sapere:Con precisione, in quale punto della catena si è inceppato il meccanismo. Il ritardo origina da un mancato trasferimento di fondi da parte del Comune? Da un’inerzia di Messina Social City nell’adempiere ai propri obblighi convenzionali? O è Messinaservizi a non aver provveduto, e per quale ragione?Quali atti formali sono stati adottati dai soggetti responsabili per sbloccare la situazione, e in quali date?Esistono criticità sistemiche nel modello di gestione del progetto che rischiano di ripetersi nei mesi futuri, mettendo a rischio la continuità delle indennità per tutti i 530 borsisti?
L’ATTO ISPETTIVO È GIÀ PRONTO
Per ottenere risposte certe e documentate, annunciamo formalmente la presentazione di un atto ispettivo — interrogazione — nei confronti del Sindaco e della Giunta municipale, affinché riferiscano in aula sulle cause del ritardo, sulle responsabilità individuali e sui tempi certi per la regolarizzazione integrale di tutti i pagamenti arretrati.La buona amministrazione non si misura soltanto nell’inaugurazione di progetti ambiziosi: si misura nella capacità di garantirne il corretto funzionamento ogni giorno, soprattutto quando i destinatari sono i cittadini più vulnerabili. Un progetto finanziato con fondi europei, presentato come fiore all’occhiello dell’inclusione sociale, non può diventare fonte di nuove incertezze e precarietà per chi già ne soffriva.
Sarebbe questa la buona amministrazione? Noi non lo crediamo. E non ci fermeremo finché i borsisti non riceveranno quanto loro dovuto, con una risposta trasparente su quanto è accaduto.



Segui Voce di Popolo su Google
Aggiungici alle tue Fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.







