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Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio

- 12/10/2026
Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio
Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio
Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio
Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio

Quasi un dipendente su due avrebbe dovuto ottenere l’aumento in busta paga. Alla fine, il riconoscimento è arrivato a meno di uno su cinque. A Palazzo Zanca esplode il caso delle progressioni economiche orizzontali (Peo) relative al 2024: su un organico di circa 1.100 lavoratori, l’accordo sindacale originario prevedeva lo scatto per circa 480 unità, ma l’amministrazione comunale ha ristretto il campo a soli 210 beneficiari.

Restano così esclusi 270 dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti ed essendosi collocati utilmente in graduatoria, si sono visti cambiare le regole in corsa, a selezione ormai conclusa. Una sforbiciata che la Cisl Fp di Messina non intende lasciar passare sotto silenzio, annunciando che la partita giudiziaria entrerà nel vivo a gennaio, quando il Tribunale esaminerà il ricorso specifico presentato dalla sigla sindacale.

Le regole cambiate a partita finita

Il nodo del contendere riguarda il criterio di calcolo della quota di personale ammessa al beneficio. L’intesa sottoscritta fissava un tetto chiaro: fino al 50% dei dipendenti. Applicando questo parametro, gli uffici avevano individuato circa 480 aventi diritto. Successivamente, però, il Comune ha operato un ulteriore dimezzamento — applicando di fatto “la metà della metà” — e facendo scendere l’asticella a quota 210.

Un paradosso anche formale: negli atti dello stesso ente, i 270 esclusi vengono definiti “aventi diritto non beneficiari”. Lavoratori che hanno atteso quasi due anni l’esito delle procedure per poi ritrovarsi tagliati fuori senza alcun confronto preventivo con le parti sociali. E la posta in gioco non è un semplice premio una tantum, ma un incremento strutturale dello stipendio che accompagna il dipendente ogni mese fino alla pensione.

Il fronte legale e il caso nazionale

La decisione del Tribunale dello scorso 10 ottobre, relativa a un altro procedimento, non ha chiuso affatto la vicenda. In quella sede, infatti, il giudice non è entrato nel merito delle argomentazioni portate avanti dalla Cisl Fp proprio perché già oggetto di un ricorso autonomo, calendarizzato per l’inizio del nuovo anno. Il sindacato ha già messo in chiaro che, qualunque sia il verdetto di primo grado, è pronto a percorrere tutti i gradi di giudizio fino alla Cassazione.

La questione del calcolo del 50%, del resto, travalica i confini dello Stretto e rappresenta una vertenza aperta a livello nazionale. A Roma, su un caso analogo, la Cisl ha già incassato il via libera della Corte d’Appello e attende ora la pronuncia definitiva degli Ermellini.

I conti, i Revisori e il “fantasma” della Corte dei Conti

Sul piano amministrativo e contabile, la posizione del sindacato poggia su tre pilastri:

  • La tenuta dell’accordo: L’intesa sul fondo 2024, che stanziava 400mila euro per le progressioni, è unica e ha superato il vaglio del Collegio dei Revisori dei Conti prima della firma. Nessun organo ha mai annullato o dichiarato illegittimo quel parere. Se l’accordo è valido per pagare i primi 210 dipendenti, sostiene il sindacato, deve esserlo anche per gli altri 270, e non può essere modificato con un atto unilaterale.
  • Il vincolo sulle risorse: I fondi destinati alle Peo non possono essere dirottati su altre voci di spesa.
  • Il paradosso contrattuale: Nel 2021 e nel 2022, quando il vecchio contratto nazionale imponeva espressamente il criterio della “quota limitata”, il Comune di Messina ha garantito le progressioni alla metà del personale in servizio. Oggi che il nuovo contratto nazionale ha rimosso i vecchi paletti percentuali, l’amministrazione applica invece una stretta inedita. La selettività, ricorda la Cisl Fp, è già garantita dai requisiti d’accesso (esclusione per chi ha sanzioni disciplinari o progressioni recenti) e dalle graduatorie di merito.

Sullo sfondo resta infine un elemento finora avvolto dal riserbo: una presunta segnalazione alla Corte dei Conti che avrebbe frenato l’amministrazione. La Cisl Fp ha chiesto per due volte l’accesso a questo documento senza mai ricevere risposta. “Deve essere resa visibile a tutela di tutti, dei lavoratori e di chi ha firmato l’accordo per l’Amministrazione e per i sindacati — spiegano i vertici della categoria —. Un documento che nessuno ha visto non può pesare più di atti firmati e verificati. Non chiediamo di togliere nulla ai 210 colleghi che hanno ottenuto la progressione, ma di garantire lo stesso diritto agli altri 270. Un accordo firmato e certificato si rispetta”.

Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio
Taglio alle progressioni economiche a Palazzo Zanca: 270 dipendenti restano fuori. La Cisl Fp prepara la battaglia legale di gennaio
Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.