
Affidi e adozioni a Messina, nuovo esposto dell’avvocato Francesco Miraglia: «Decisioni già prese a tavolino. Chi tutela davvero i bambini?»


Messina torna al centro delle cronache per le complesse procedure di affido e adozione gestite dal Tribunale per i Minorenni. Dopo il recente caso delle minori che si erano opposte all’allontanamento da una comunità gestita da religiose, un nuovo esposto solleva pesanti interrogativi sulla reale tutela dei bambini.
Al centro della nuova bufera c’è una bambina, accolta da una coppia affidataria quando aveva appena 18 giorni di vita. Per oltre un anno la piccola è cresciuta con questa famiglia, costruendo un solido legame affettivo con i genitori affidatari. Improvvisamente, la situazione è stata stravolta. Secondo quanto denunciato dalla coppia, dopo mesi in cui i Servizi Sociali e il tutore avevano prospettato un affidamento agli zii, la minore è stata destinata all’adozione presso un’altra coppia, fino a quel momento completamente estranea alla sua vita.
Questo cambio di rotta ha comportato l’interruzione radicale dei rapporti con la famiglia affidataria, ignorando la disponibilità della coppia ad adottarla per garantirle quella continuità affettiva che la legge n. 173 del 2015 considera il fulcro della tutela minorile.
La vicenda, però, presenta lati ancora più oscuri su cui la famiglia chiede ora piena luce. Durante l’udienza, alla coppia sarebbero state mosse obiezioni legate all’età e all’assenza di un corso preparatorio come ostacoli all’adozione. Ma, secondo quanto riferito dagli affidatari, la determinazione sul futuro della bambina sarebbe stata di fatto già decisa prima ancora della valutazione collegiale.
«Se una decisione deve essere collegiale non può essere già definita prima che il Collegio abbia realmente valutato tutte le alternative e, soprattutto, prima che sia stato concretamente esaminato quale sia il superiore interesse della bambina», attacca l’avvocato Francesco Miraglia, difensore della coppia. Il legale denuncia l’assurdità di un sistema in cui la cancellazione improvvisa delle figure affettive di riferimento viene trattata alla stregua di una pratica burocratica. Di fronte alla richiesta di trasparenza della famiglia, che aveva depositato memorie contestando l’intera procedura, la reazione del tutore è stata percepita come inaccettabile, trattando chi sollevava legittimi dubbi come un problema.
Assistita da Miraglia, la coppia ha presentato un esposto formale per acquisire fascicoli e atti, chiedendo di ricostruire l’intero percorso decisionale e accertare le responsabilità. Il sospetto è grave: il legale si chiede se, alla luce anche dei precedenti episodi messinesi, vi sia un problema sistemico. «Quando casi diversi presentano criticità analoghe, diventa necessario chiedersi se esista un problema più generale», incalza Miraglia, annunciando l’intenzione di interpellare direttamente il Presidente del Tribunale.
Il timore delineato dall’avvocato è che l’affidamento rischi di trasformarsi in un mero passaggio intermedio verso adozioni decise da pochi soggetti, relegando in secondo piano i legami affettivi concretamente costruiti dal bambino. «I bambini non sono fascicoli da spostare, né possono essere destinatari di decisioni già scritte», conclude Miraglia. Ora, il Tribunale di Messina dovrà fare chiarezza su queste ricorrenti modalità operative.







