
L’udienza al Tar di Catania sulle elezioni amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto si è conclusa in mattinata senza alcun rinvio, e il verdetto è ormai imminente: l’esito è atteso entro la giornata di domani.

Il conto alla rovescia è partito. L’udienza al Tar di Catania sulle elezioni amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto si è conclusa in mattinata senza alcun rinvio, e il verdetto è ormai imminente: l’esito è atteso entro la giornata di domani. Sotto la lente dei giudici amministrativi c’è un passaggio procedurale che rischia di trasformarsi in un terremoto, ovvero la mancata raccolta delle firme per le liste presentate dal movimento “Sud chiama Nord”.
Il ricorso punta a scuotere gli equilibri emersi dalla tornata elettorale di maggio, che ha visto Melangela Scolaro conquistare la guida del Comune. Tuttavia, l’onda d’urto di questa attesa sentenza promette di allargarsi ben oltre i confini barcellonesi. A Messina l’evoluzione della vicenda viene infatti monitorata con la massima allerta, trasformando un caso locale in uno snodo politico di respiro provinciale.
Il motivo è squisitamente tecnico, ma dalle conseguenze deflagranti: le due vicende sono speculari. Anche nella città dello Stretto, dove le urne hanno confermato Federico Basile sullo scranno di sindaco, la questione delle firme necessarie per le liste di “Sud chiama Nord” rappresenta il cuore di una complessa battaglia legale. Il movimento non avrebbe infatti raccolto le sottoscrizioni in nessuno dei due Comuni interessati.
Sul tavolo messinese la partita è ancora più articolata. I ricorsi pendenti sono ben due, a cui si aggiungono una vertenza specifica focalizzata sulla Prima Circoscrizione e un’ulteriore disputa, tutta interna al centrodestra, legata agli equilibri di rappresentanza tra Lega e Fratelli d’Italia. Il denominatore comune di questa intricata matassa resta comunque il nodo delle sottoscrizioni.
Quello che era nato come un acceso argomento di scontro durante la campagna elettorale è ora approdato in via definitiva sul piano amministrativo e giudiziario. La pronuncia di domani su Barcellona Pozzo di Gotto non rappresenterà solo l’epilogo di una disputa cittadina, ma farà da giurisprudenza, tracciando inevitabilmente la rotta anche per le sorti legali e amministrative di Messina.








