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Calderone lascia Forza Italia e passa con Vannacci: domani l’ufficializzazione alla Camera

- 21/09/2026
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Il deputato messinese approda a Futuro Nazionale. È il terzo parlamentare proveniente da Forza Italia a scegliere il partito di Vannacci. La formazione sale a nove deputati a Montecitorio

MESSINA – Tommaso Calderone cambia partito. Il deputato messinese lascia Forza Italia e si prepara ad aderire a Futuro Nazionale, la formazione politica guidata da Roberto Vannacci. La decisione, anticipata dal Corriere della Sera e confermata nelle ore successive da diverse testate, dovrebbe essere formalizzata domani, martedì 22 settembre, durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati.

L’accordo sarebbe stato definito sabato sera a Orvieto, durante una cena alla quale avrebbe partecipato lo stesso Vannacci. Alla conferenza stampa di domani, significativamente intitolata “Futuro Nazionale cresce”, sono annunciati anche il capogruppo Edoardo Ziello e il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni.

Per Calderone non si tratta di un passaggio politicamente di poca rilevanza, soprattutto in Sicilia. Avvocato penalista di Barcellona Pozzo di Gotto, è uno degli esponenti messinesi di maggiore esperienza parlamentare dell’area di centrodestra e attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, come risulta dalla composizione ufficiale della Commissione pubblicata da Montecitorio.

Il suo percorso politico, peraltro, nasce decisamente più a destra rispetto all’approdo berlusconiano. Calderone ha militato nel Movimento sociale italiano e successivamente in Alleanza nazionale. Passò poi nell’area de La Destra di Francesco Storace, con la quale nel 2008 si candidò senza essere eletto alla Camera e all’Assemblea regionale siciliana. L’ingresso in Forza Italia arrivò nel 2014. Tre anni dopo fu eletto all’Ars nella circoscrizione di Messina con oltre 13 mila preferenze, diventando successivamente capogruppo degli azzurri a Palazzo dei Normanni.

Nel 2022 il salto a Montecitorio. Calderone venne eletto nel collegio uninominale Sicilia 2-U05 sostenuto dalla coalizione di centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Nello stesso appuntamento elettorale conquistò anche un seggio all’Ars, optando poi per la Camera. L’elezione parlamentare risulta negli atti ufficiali dell’Ufficio elettorale centrale nazionale.

Vannacci arriva a nove deputati

Con l’ingresso di Calderone, la pattuglia parlamentare che fa riferimento a Futuro Nazionale sale a nove deputati. Calderone è soprattutto il terzo parlamentare proveniente da Forza Italia a raggiungere Vannacci, dopo Attilio Pierro e Davide Bergamini. Gli altri ingressi sono arrivati prevalentemente dalla Lega: Edoardo Ziello, Laura Ravetto, Rossano Sasso, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. Da Fratelli d’Italia è arrivato invece Emanuele Pozzolo.

Il dato acquista rilievo perché Futuro Nazionale è una formazione molto recente. Vannacci aveva lasciato la Lega il 4 febbraio scorso annunciando di voler proseguire autonomamente il proprio percorso politico; il partito è stato poi strutturato nei mesi successivi e a giugno ha celebrato la propria assemblea costituente nazionale.

L’operazione Calderone segnala quindi un’ulteriore fase della costruzione parlamentare del nuovo soggetto politico. Nove deputati non sono ancora sufficienti per costituire un gruppo autonomo alla Camera, per il quale il regolamento ordinariamente prevede venti componenti, ma rappresentano ormai una presenza numericamente riconoscibile all’interno del gruppo Misto.

Il peso del passaggio in Sicilia

È soprattutto sul piano siciliano che l’uscita di Calderone dovrà essere valutata nelle prossime settimane. Non lascia Forza Italia un parlamentare privo di radicamento territoriale, ma un ex capogruppo all’Ars, eletto per anni nel Messinese e inserito negli assetti regionali del partito. Il trasferimento a Futuro Nazionale potrebbe quindi aprire una partita che va oltre il singolo seggio parlamentare: quella della consistenza organizzativa che Vannacci riuscirà eventualmente a costruire nell’Isola e, in particolare, nella provincia di Messina.

La firma politica arriverà domani a Montecitorio. Le conseguenze, soprattutto in Sicilia e nel Messinese, si misureranno invece dopo.