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GdiF MESSINA: FRODE IN DANNO DELL’UNIONE EUROPEA NEL SETTORE AGRICOLO. SEQUESTRATI BENI PER CIRCA 170.000 EURO.

- 18/09/2026

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, coordinati dalla Procura Europea (EPPO) – Ufficio di Palermo, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, nei confronti di tre indagati ed una società agricola, per il reato di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche, nonché per l’illecito della responsabilità amministrativa da reato degli enti. Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, hanno consentito di disvelare un sistema fraudolento ideato da tre soggetti allo scopo di ottenere indebitamente, tramite artifizi e raggiri, fondi pubblici erogati nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), quali risorse finanziarie dell’Unione Europea destinate a sostenere il reddito degli agricoltori e lo sviluppo rurale. Gli indagati, infatti, attraverso la costituzione di un’azienda agricola operante nel Comune di Fondachelli Fantina (ME), hanno fraudolentemente indotto in errore l’Ente erogatore dei fondi, mediante la presentazione di istanze fondate su atti del tutto falsi ed inesistenti. In particolare, al fine di far apparire in capo alla società la disponibilità e conduzione di superfici agricole necessarie per l’accesso agli aiuti comunitari, venivano inserite a sistema domande utilizzando fraudolentemente titoli agrari nulli e inidonei a comprovare la reale disponibilità dei terrenti dichiarati, in quanto ceduti da soggetti privi della necessaria titolarità o della reale disponibilità ovvero in assenza di una controprestazione economica e del consenso dei comproprietari terrieri.

In esecuzione del provvedimento disposto dall’Autorità Giudiziaria, i militari della Guardia di Finanza sono stati in grado di rinvenire e sottoporre a sequestro disponibilità liquide e beni immobili per un valore complessivo di circa 170 mila euro. L’odierna attività testimonia il quotidiano impegno della Guardia di Finanza nella strategia antifrode finalizzata a contrastare gli illeciti e gli sprechi di denaro pubblico, presupposto ineludibile per un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali ed europei a tutela delle imprese oneste e di un virtuoso sviluppo del Paese. Il presente comunicato viene diramato in ossequio ai principi sanciti dal D.Lgs. 106/2006, come modificato dal d.lgs. 188/2021 – nel rispetto del diritto della persona sottoposta a indagini/imputato, da ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” per la particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto degli accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati e delle parti offese.