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Partecipate, Basile chiude il risiko: gli “utili” 550 curricula e la politica dietro i 18 nuovi vertici

- 08/09/2026

Dietro le nomine un intreccio di professionisti, esperienze istituzionali e militanza politica. L’incrocio con le liste delle Comunali 2026 restituisce un dato netto: quindici dei diciotto prescelti erano candidati nello schieramento che sosteneva Basile. Ecco chi sono e chi “erano” prima

MESSINA – Alla fine il risiko si è chiuso. Un vero trionfo di meritocrazia alla messinese. Tutto si è concluso non senza ritardi, ripensamenti e soprattutto dopo che il caso della mancata nomina di Salvatore Mondello alla presidenza di Atm ha costretto Palazzo Zanca a misurarsi con quelle incompatibilità che evidentemente non erano state considerate nella prima composizione del puzzle.

Nel pomeriggio dell’8 settembre il sindaco Federico Basile ha ufficializzato i diciotto nomi destinati a governare le sei partecipate comunali: tre amministratori per ciascuna società o azienda speciale. All’Atm arriva Chiara Sterrantino; all’Amam Salvatore Saglimbeni; Messinaservizi sarà guidata da Vincenzo Ciraolo; Messina Social City da Francesco Giorgio; Arisme da Massimo Rizzo; Patrimonio Messina dall’architetto Francesco Romano.

Le candidature erano state aperte formalmente dal Comune il 24 luglio, attraverso sei distinti avvisi pubblici, con scadenza fissata al 24 agosto. Erano arrivate oltre 550 candidature per appena 18 posti. Ma la fotografia conclusiva racconta qualcosa di più di una selezione di curricula. Dopo 550 candidature, Basile ha alla fine partorito il proprio “topolino” politico.

Il dato politico: 15 nomi su 18 arrivano dalle liste di Basile

Incrociando i diciotto nominativi con le liste delle elezioni comunali del maggio 2026 emerge un dato difficilmente liquidabile come marginale: quindici dei diciotto nuovi amministratori risultano candidati, o coincidono con candidati identificati anche attraverso il nome d’uso, nelle liste della coalizione che sosteneva Federico Basile.

Chiara Sterrantino, Massimo Rizzo, Francesco Romano, Francesca Guadagna, Giovanna Crifò ed Enzo – all’anagrafe elettorale Vincenzo – Calabrò erano candidati in Federico per Messina. Vincenzo Ciraolo, Salvatore Saglimbeni e Letteria Sciuto detta Giovanna correvano con Amo Messina. Maria Fernanda Gervasi, Francesco Giorgio e Giovanni Scopelliti con Messina Protagonista. Andrea Ipsaro Passione era nella lista Basile Sindaco. Salvatore Mangano, detto Turiddu, in Sud chiama Nord. Nella lista Liberi e Forti figurava inoltre Giovanni Donato Pace, indicato anche come Gianni o Pace, nominativo che coincide con il “Giovanni Donato” oggi designato nel Cda Amam.

Restano fuori da questo incrocio elettorale in quanto non candidati Claudia Brudetto, Domenico Quartarone e Claudia Lo Cascio.

Il dato non significa automaticamente assenza di competenze. Al contrario, diversi nominati vantano curricula professionali e istituzionali significativi. Significa però che la nuova governance delle partecipate è anche, inequivocabilmente, una fotografia del perimetro politico che ha sostenuto Basile alle ultime amministrative. Una distinzione essenziale: la competenza professionale e la natura fiduciario-politica della scelta possono convivere, ma non sono la stessa cosa.

ATM: Chiara Sterrantino, dall’avvocatura al Cas e dalla politica regionale a Sud chiama Nord

Il nome più atteso era quello dell’Atm, soprattutto dopo lo stop a Salvatore Mondello. La scelta è caduta su Chiara Sterrantino, avvocata messinese, classe 1980.

Laureata in Giurisprudenza all’Università di Messina nel 2007 e iscritta all’Albo degli avvocati dal 2011, Sterrantino ha maturato attività professionale prevalentemente nel diritto penale, di famiglia e nelle esecuzioni immobiliari. Nel suo curriculum figurano anche esperienze di docenza: tra il 2007 e il 2009 in materia di privacy presso il Consorzio universitario per la formazione turistica internazionale e, dal 2010 al 2012, corsi di cultura d’impresa nella casa circondariale di Gazzi.

Non è una neofita né delle nomine pubbliche né della politica. Nel 2017 fu candidata alle Regionali nella lista di Diventerà Bellissima, movimento allora legato a Nello Musumeci, ottenendo nel collegio di Messina 2.848 preferenze. Successivamente entrò nel consiglio di amministrazione del Consorzio Autostrade Siciliane, di cui è stata anche vicepresidente. Nel dicembre 2025 è stato ufficializzato il suo ingresso in Sud chiama Nord, dopo essere stata selezionata dal Comune di Messina come consulente junior nell’ambito della programmazione europea. Alle Comunali 2026 si è poi candidata nella lista Federico per Messina. Accanto a lei, in ATM, siedono Claudia Brudetto e Salvatore Mangano.

Brudetto rappresenta uno dei pochi innesti non provenienti direttamente dalle liste comunali della coalizione. È presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Sicindustria Messina, eletta nel dicembre 2025 per un mandato quadriennale. Nel febbraio scorso era tra i promotori, insieme all’Università, del progetto “Idee in azione”, dedicato alla cultura d’impresa e all’educazione imprenditoriale degli studenti. Il suo è dunque soprattutto un profilo proveniente dal mondo produttivo.

Di Salvatore “Turiddu” Mangano, invece, il dato pubblico più facilmente verificabile è quello politico: era candidato nella lista ufficiale di Sud chiama Nord alle Comunali 2026. Nulla di più.

AMAM: l’esperienza tecnica di Saglimbeni e il peso politico di Gervasi

La presidenza dell’Azienda Meridionale Acque Messina va a Salvatore Saglimbeni. È probabilmente una delle nomine nelle quali la relazione tra formazione e materia amministrata appare più immediatamente leggibile. Saglimbeni, nato a Messina nel 1959, è ingegnere civile edile, abilitato nel 1983 e iscritto all’Ordine degli ingegneri di Messina dal 1984. Ex dirigente del Comune di Messina.

Anche Saglimbeni, però, proviene direttamente dalla recente competizione elettorale: candidato al Consiglio comunale con Amo Messina, una delle liste della coalizione Basile.

Nel Cda siedono Giovanni Donato e Maria Fernanda Gervasi.

Nelle liste delle amministrative figura Giovanni Donato Pace, indicato anche come “Gianni” o “Pace”, candidato in Liberi e Forti a sostegno di Basile.

Più evidente il profilo politico di Maria Fernanda Gervasi. Candidata nel maggio scorso con Messina Protagonista, è oggi una figura di primo piano nell’organizzazione deluchiana: il 31 agosto è stata ufficializzata quale coordinatrice provinciale di Sud chiama Nord. Il suo nome era stato valutato fino alle ultime ore anche per incarichi di vertice nelle partecipate.

MESSINASERVIZI: Ciraolo, una storia nell’avvocatura

Per Messinaservizi la scelta è caduta su Vincenzo Ciraolo, uno dei curricula istituzionali più strutturati della nuova tornata. Avvocato, nato a Messina nel 1964, mediatore civile professionista, Ciraolo ha attraversato quasi vent’anni di governance dell’avvocatura messinese: componente del Consiglio dell’Ordine dal 2000, tesoriere nel biennio 2004-2005, segretario dal 2008 al 2011, vicepresidente dal 2012 al gennaio 2015 e quindi presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina dal febbraio 2015. Nel curriculum figurano inoltre l’incarico nell’Ufficio direttivo dell’Organismo Congressuale Forense e nel direttivo della Scuola per le Professioni Legali dell’Università di Messina. Anche Ciraolo, tuttavia, è passato dalle urne pochi mesi fa: candidato nella lista Amo Messina.

Con lui entrano Giovanna Crifò e Giovanni Scopelliti, entrambi candidati alle Comunali: la prima in Federico per Messina, il secondo in Messina Protagonista. Per Scopelliti esiste almeno un riscontro professionale preciso: è tecnico audiometrista e risulta componente della Commissione d’Albo dei tecnici audiometristi presso l’Ordine TSRM-PSTRP di Messina.

MESSINA SOCIAL CITY: Giorgio, dallo sport all’azienda dei servizi sociali

Alla guida della Messina Social City arriva Francesco Giorgio, figura già interna al perimetro amministrativo di Federico Basile. Nel gennaio 2023 era stato nominato dal sindaco esperto per le politiche sportive. Il suo curriculum lo definisce dirigente sportivo e ricostruisce una lunga esperienza nell’associazionismo e nello sport paralimpico: delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico dal 2019, presidente provinciale CSEN Messina dal 2018, delegato provinciale FISDIR e della Federazione italiana pallamano e, già dal 2010, incarichi nazionali nel CSEN per lo sport delle persone con disabilità e il calcio giovanile. Anche Giorgio era candidato alle Comunali 2026, nella lista Messina Protagonista.

Con lui Francesca Guadagna, candidata in Federico per Messina, e Andrea Ipsaro Passione, candidato nella lista Basile Sindaco. Ipsaro Passione presenta un profilo prevalentemente commerciale e finanziario: la sua attività lo colloca nel settore della mediazione creditizia con Affida, dove ha operato nell’area aziende; in precedenza aveva collaborato anche con l’Acr Messina occupandosi di progetti speciali di carattere commerciale. Nel suo profilo professionale compare inoltre una formazione alla Luiss Business School.

Per Francesca Guadagna poco sappiamo.

ARISME: Massimo Rizzo e una rete di incarichi istituzionali

La presidenza di Arisme va all’avvocato Massimo Rizzo. È un nome con una lunga storia politica cittadina. Già consigliere comunale nell’area del centrosinistra, nel novembre 2025 ha formalizzato l’adesione a Sud chiama Nord. Prima ancora Basile lo aveva designato come rappresentante della Città Metropolitana nel Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. Nel 2025 Rizzo era stato inoltre nominato presidente dell’Organismo di Vigilanza di ATM Messina.

Alle amministrative del 2026 era candidato con Federico per Messina. Ora passa alla guida dell’agenzia che rappresenta uno dei nodi più delicati dell’intera amministrazione: risanamento, demolizioni, edilizia e riqualificazione urbana.

Il Cda è completato da Giovanna Sciuto e Domenico Quartarone. Quello di Sciuto è un percorso politico che viene da lontano. La stessa Letteria Sciuto detta Giovanna era candidata alle Regionali siciliane già nel 2017 con Alternativa Popolare-Centristi per Micari, quando veniva indicata professionalmente come direttore regionale del patronato Encal. In quell’occasione ottenne 896 preferenze nel collegio di Messina. Nove anni dopo la ritroviamo candidata alle Comunali 2026 con Amo Messina.

Domenico Quartarone è invece uno dei tre componenti che non risultano nelle liste comunali appena trascorse e possiede un curriculum amministrativo particolarmente pertinente rispetto ad Arisme. Laureato in Giurisprudenza e abilitato alla professione legale, è dipendente dell’Università di Messina dal 2003. Ha svolto incarichi dirigenziali di terza fascia negli assessorati regionali all’Industria, alla Famiglia e Politiche sociali e alle Autonomie locali. È stato vicepresidente di un’Ipab e dal novembre 2020 risulta vicepresidente dello IACP di Messina, esperienza direttamente collegata al settore dell’edilizia residenziale pubblica.

PATRIMONIO MESSINA: Romano, l’architetto del Palagiustizia bis

La presidenza di Patrimonio Messina viene affidata a Francesco Romano, architetto messinese con esperienza nella progettazione, nel restauro e nella riqualificazione urbana.

Il suo nome è legato a interventi su edifici importanti della città, tra cui l’ex Banco di Roma, l’ex Cassa di Risparmio e il progetto per il Palagiustizia bis. Nel marzo scorso era stato presentato pubblicamente come nuovo ingresso nel progetto politico di Federico Basile e successivamente candidato nella lista Federico per Messina.

Con Romano entrano Claudia Lo Cascio ed Enzo Calabrò.

Claudia Lo Cascio è la moglie di Franco Laimo, già consigliere del Quinto Quartiere di Messina e oggi consigliere comunale nelle file del Sindaco Basile. Anche qui, quindi, un chiaro risvolto politico.

Per Enzo Calabrò incrocio elettorale più netto: nella lista Federico per Messina figurava Vincenzo Calabrò detto Enzo.

Lo stop a Mondello e quella norma arrivata tardi sul tavolo

Sul nuovo assetto pesa inevitabilmente ciò che è avvenuto prima dell’ufficializzazione. Fino a pochi giorni fa la presidenza di Atm veniva data praticamente per assegnata all’ex vicesindaco e assessore Salvatore Mondello. Poi è emerso l’ostacolo dell’articolo 6 del decreto legislativo 201 del 23 dicembre 2022, la riforma dei servizi pubblici locali. Per lui, probabilmente, ci sarà posto alla prossima “tornata” di curricula…

Partecipate, competenze e consenso

Alla fine, dunque, diciotto posti erano da assegnare. Quindici nomi arrivano dal bacino elettorale che pochi mesi fa aveva sostenuto Federico Basile. Alcuni sono figure organiche a Sud chiama Nord, altri candidati delle liste collegate, altri ancora professionisti transitati più recentemente nell’area deluchiana. Dopo ben 550 curricula si acclara che le nomine dei vertici delle partecipate appartengono alla responsabilità politica del sindaco nei limiti fissati dalle norme e dagli avvisi. Un dato che merita di essere raccontato ed evidenziato, perché consente ai cittadini di capire quale sia la geografia del nuovo potere amministrativo cittadino. Le partecipate, del resto, non sono caselle astratte. Gestiscono autobus, acqua, rifiuti, assistenza sociale, risanamento e patrimonio immobiliare. Sono una parte enorme dell’amministrazione reale della città, muovono risorse, personale e servizi che entrano ogni giorno nella vita dei messinesi. Per questo, esaurito il tempo delle candidature e delle appartenenze, comincia quello più semplice da misurare e più difficile da eludere: i risultati. E sarà su quelli, più che sui curricula e sulle fotografie delle liste elettorali, che i diciotto nuovi amministratori dovranno essere giudicati. Anche per capire “in che mani siamo” noi messinesi fuori dal circoletto.