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Messina, il Piano anticaldo resta sulla carta? Bologna chiama gli anziani, Milano apre 115 “spazi freschi”. Qui si raccomanda di bere

- 26/08/2026
fragili e caldo

Bologna telefona agli anziani fragili e consegna farmaci, Milano apre oltre 115 “spazi freschi”, Firenze organizza persino il trasporto: a Messina, davanti alla nuova ondata di calore, resta da capire quali misure concrete siano state attivate oltre alle raccomandazioni.

Messina si prepara ad affrontare una nuova e pesante ondata di calore. Le previsioni aggiornate attestano che tra giovedì 27 e sabato 29 agosto il caldo crescerà sensibilmente e per venerdì alcuni modelli arrivano a indicare 41 gradi in città, altri circa 38. A livello nazionale è atteso il picco della nuova “cupola di calore” proprio tra il 27 e il 29 agosto, con il Centro-Sud e le Isole maggiormente esposti.

Il Comune di Messina, intanto, si è mosso sul rischio incendi. Il 25 agosto il sindaco Federico Basile ha disposto l’attivazione delle associazioni di volontariato della Protezione civile, con turni di avvistamento dalle 9 alle 20 per presidiare il territorio. Una decisione opportuna e necessaria. Ma c’è un’altra emergenza che, se non produce fumo e non incendia le colline, rischia di rimanere inascoltata e ignorata. È quella degli anziani soli, dei malati cronici, delle persone con disabilità, dei fragili costretti dentro appartamenti che con temperature simili possono trasformarsi in forni. E su questo fronte la differenza tra Messina e altre città italiane diventa difficile da ignorare.

Il Comune di Messina sostiene di avere un “Piano Emergenza Caldo”. Lo si è letto per ben due volte nelle note stampa ufficiali il 14 luglio ed è stato ribadito il 4 agosto. Nei comunicati si parla di “monitoraggio costante”, coordinamento tra Protezione civile e Servizi sociali ma vengono fornite alla popolazione le normali e solite raccomandazioni: evitare di uscire nelle ore più calde, bere frequentemente, mantenere freschi gli ambienti (come fa una coppia di anziani che non può permettersi il costo di un condizionatore?), far soggiornare possibilmente le persone fragili in luoghi climatizzati. Per informazioni viene indicato il numero nazionale 1500. Fin qui corretto ma nei limiti dell’ordinario e dello scontato. Ma basta guardare cosa fanno altri Comuni per comprendere cosa possa significare davvero un Piano anticaldo.

A Bologna il Comune sa chi sono i fragili e li chiama

A Bologna il Piano 2026 prevede assistenza domiciliare con monitoraggio, supporto infermieristico telefonico, accompagnamento alle visite mediche e per il disbrigo delle pratiche, consegna di spesa e farmaci a domicilio. Non solo. Il Comune ha attivato un numero verde gratuito e circa 2.100 cittadini over 65 individuati dall’Azienda Usl come persone in condizioni di fragilità sanitaria hanno ricevuto direttamente una comunicazione con le informazioni necessarie. Esiste inoltre il Piano MAIS, Monitoraggio Anziani in Solitudine, rivolto agli over 75 in condizioni di particolare complessità sociosanitaria, con contatti telefonici periodici. Quando a fine giugno il caldo è diventato emergenza, Bologna ha ulteriormente stretto le maglie della protezione: in appena tre giorni sono state effettuate 300 telefonate agli anziani fragili, è stato attivato il Centro operativo comunale e sono stati utilizzati spazi pubblici come rifugi climatici. La sola Piazza Coperta di Salaborsa, aperta straordinariamente nelle ore più calde, ha registrato 2.190 accessi in un pomeriggio. Questa si chiama prevenzione che non attende che l’anziano chiami. Semmai significa sapere che esiste e chiamarlo prima.

Milano: oltre 115 posti dove rifugiarsi dal caldo

A Milano funziona invece “Milano Aiuta Estate”, un servizio dedicato proprio ad anziani e persone con disabilità che durante luglio e agosto possono trovarsi in difficoltà a causa del caldo, dell’assenza dei familiari o della mancanza di una rete sociale. C’è un numero preciso, lo 02.02.02. Possono segnalare una situazione di difficoltà anche familiari, parenti, vicini e conoscenti. Gli operatori valutano il bisogno e, quando necessario, attivano i servizi ritenuti adeguati entro le successive 48-72 ore. Ma Milano ha fatto anche un’altra cosa molto semplice e molto concreta. Ha individuato oltre 115 “spazi freschi” ad accesso gratuito distribuiti nella città: aree verdi ombreggiate, Case di Quartiere con locali climatizzati e biblioteche. Nei luoghi selezionati sono previsti acqua potabile, sedute, aree di riposo e percorsi accessibili anche alle persone con ridotta mobilità. Così l’invito istituzionale “andate in un luogo fresco” smette di essere una frase generica. Perché il Comune dice anche dove andare.

Firenze organizza persino il trasporto degli anziani fragili

A Firenze esiste quest’estate il progetto “Agosto Anziani”. Gli anziani soli e fragili possono trascorrere le giornate dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, negli spazi di Villa Bracci, partecipando ad attività e trascorrendo soprattutto le ore più difficili fuori dalla solitudine domestica. E per coloro che hanno maggiori difficoltà a muoversi il Comune ha messo a disposizione addirittura un servizio di pulmino per il trasporto da casa alla struttura e ritorno.

E Messina?

Bologna chiama. Milano apre spazi climatizzati. Firenze va a prendere gli anziani a casa. Messina, almeno sulla base di quanto è stato reso pubblico sino ad oggi, raccomanda di bere, non uscire nelle ore calde e possibilmente soggiornare in locali climatizzati. La differenza è tutta qui. Se il Comune di Messina possiede e pubblicizza formalmente un Piano Emergenza Caldo il problema è capire cosa contenga davvero e soprattutto cosa produca concretamente sul territorio. Dove sono, per esempio, gli spazi climatizzati comunali nei quali un anziano che non possiede un condizionatore possa trascorrere le ore comprese tra mezzogiorno e le cinque del pomeriggio? Qual è il numero telefonico locale dedicato all’emergenza sociale esclusivamente legata al caldo? Quanti anziani soli sono stati individuati? Quanti vengono chiamati? Quante visite domiciliari vengono effettuate? È prevista la consegna di acqua, spesa o medicinali? Sono state attivate squadre di assistenza? Quale compito specifico è stato assegnato a Messina Social City, società pubblica che gestisce proprio una parte rilevante dei servizi sociali della città? Sono stati coinvolti i medici di famiglia? Esiste un raccordo operativo con l’Asp per individuare i soggetti con maggiore fragilità sanitaria?

Domande semplici alle quali dovrebbe corrispondere un’altrettanto semplice risposta fatta di numeri, personale e servizi. Un “monitoraggio” senza spiegare chi viene monitorato, da chi, con quali strumenti e con quali interventi conseguenti rischia di restare soltanto una parola amministrativa. Anzi il solito proclama vuoto di concretezza e di assistenza vera. Alle persone fragili viene raccomandato di “privilegiare la permanenza in ambienti climatizzati”. Ma un anziano che vive solo e non possiede un condizionatore dove dovrebbe andare? E quello che possiede il condizionatore ma vive con una pensione minima e teme la bolletta dovrebbe tenerlo acceso per dieci ore?

Se a Milano hanno provato a rispondere individuando 115 luoghi, se a Bologna hanno aggiunto assistenza domiciliare, farmaci e spesa a casa e se a Firenze organizzano persino il trasporto, a Messina sarebbe quanto meno utile conoscere la risposta dell’Amministrazione, del Sindaco e dell’Assessora da otto anni alla guida dei Servizi Sociali, Alessandra Calafiore. Perché il caldo estremo non può più essere amministrato solo e tristemente con un decalogo di buoni consigli. Non dopo estati come questa nelle quali le temperature elevate sono diventate un fenomeno strutturale e lo saranno in futuro ancor di più. Soprattutto non in una città con migliaia di anziani, persone sole e famiglie economicamente fragili.

Gli incendi vanno prevenuti prima che divampino. Per questo il sindaco ha giustamente disposto uomini e turni di avvistamento. Ma anche gli effetti del caldo vanno prevenuti prima che un anziano si senta male. Il fuoco ha il vantaggio terribile di farsi vedere. La fragilità no. Sta dietro una porta chiusa, spesso senza fare rumore. In una città dove la politica al comando strombazza di essere “buona amministrazione”, questa deve sapere dove cercarla.