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Bonus caregiver, Messina ancora senza avviso. La denuncia di Angela Rizzo: altri Distretti sono partiti da settimane

- 26/08/2026

Il decreto regionale è del 16 luglio e dispone impegno e liquidazione di oltre due milioni di euro per tutta la Sicilia. Nicosia aveva già approvato il proprio avviso il 28 luglio, Castellana Sicula lo ha pubblicato il 6 agosto e Taormina il 17. A 41 giorni dal provvedimento regionale, sui canali istituzionali del Comune capofila del Distretto D26 non risulta ancora reperibile la procedura relativa all’annualità 2022. E quelle risorse sono destinate alle famiglie che assistono persone con disabilità grave e gravissima.

Angela Rizzo, attivista messinese da anni impegnata sul fronte dei servizi sociali e dei diritti delle persone con disabilità, come ormai ci ha abituato, non va certo per il sottile e, pane al pane, denuncia in un post e quanto scrive trova riscontro sostanziale negli atti. La Regione con decreto ha già impegnato le somme per i caregiver, tant’è che altri Distretti socio-sanitari siciliani hanno già pubblicato gli avvisi. A Messina, invece, alla mattina di oggi, 26 agosto, nelle sezioni istituzionali pubblicamente consultabili del Comune non risulta reperibile un nuovo avviso riferito al D.R.S. n. 2561 del 16 luglio 2026 del Fondo caregiver. Le ricerche restituiscono le precedenti procedure: quella del dicembre 2022 e quella relativa all’annualità 2021, pubblicata nel dicembre 2023 e successivamente riaperta nel gennaio 2024. Sono trascorsi 41 giorni dal provvedimento regionale. E non si tratta, come chiarito, di una misura ancora in attesa di copertura finanziaria.

Il 16 luglio la Regione Siciliana ha annunciato ufficialmente lo stanziamento di 2.035.212,87 euro, destinati ai Distretti socio-sanitari dell’Isola per consentire l’erogazione del contributo economico alle persone che svolgono il ruolo di caregiver familiare di soggetti con disabilità grave e gravissima. La stessa Regione ha precisato che 1.322.888,37 euro, il 65 per cento del fondo, sono destinati ai caregiver delle persone con disabilità grave, mentre 712.324,50 euro, il restante 35 per cento, sono riservati ai caregiver delle persone con disabilità gravissima. La distribuzione tra i Distretti è stata effettuata sulla base della popolazione censita nel 2025.

La Regione chiarisce anche il passaggio successivo: le somme vengono trasferite ai Distretti socio-sanitari, che devono poi provvedere all’erogazione ai beneficiari secondo le procedure previste. E l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, proprio presentando il decreto, aveva sottolineato la necessità che le risorse arrivassero rapidamente ai beneficiari. Messina non è un Comune qualsiasi all’interno di questo meccanismo. È Comune capofila del Distretto socio-sanitario D26, ruolo che la stessa amministrazione comunale rivendicava ancora nel luglio 2025 parlando del potenziamento dei servizi sociali territoriali. Il confronto con quello che è avvenuto altrove diventa quindi inevitabile.

A Nicosia, per esempio, il nuovo avviso riferito esattamente al D.R.S. 2561 del 16 luglio è stato approvato con determina dirigenziale il 28 luglio e pubblicato il 30 luglio. Dodici giorni sono bastati per predisporre l’atto amministrativo, quattordici per renderlo pubblico e mettere i cittadini nelle condizioni di presentare domanda.

A Castellana Sicula l’avviso è stato pubblicato il 6 agosto. Nel documento viene richiamato espressamente lo stesso decreto regionale e viene indicata come termine per la presentazione delle domande la data del 4 settembre 2026. Anche il Distretto socio-sanitario D32 di Taormina si è mosso: il Comune capofila ha pubblicato il proprio avviso il 17 agosto, fissando al 31 agosto il termine per le istanze. Anzi, nel caso di Taormina si è aperto un problema opposto: Spi Cgil Sicilia e Messina hanno chiesto di prorogare la scadenza fino al 30 settembre, sostenendo che il tempo lasciato alle famiglie fosse troppo breve per garantire un’adeguata informazione nei 24 Comuni del Distretto. Le risorse attribuite al D32 ammontano a 23.509 euro. Una circostanza che rende ancora più evidente il punto: pubblicare presto non è soltanto una questione burocratica. Significa concedere alle famiglie un tempo ragionevole per conoscere l’opportunità, raccogliere la documentazione e presentare la domanda.

Quei soldi sono del 2022

C’è poi un particolare che merita di essere spiegato, perché la dicitura “annualità 2022” potrebbe generare confusione. Non si tratta di un nuovo fondo nato nel 2026. Sono risorse nazionali riferite all’annualità 2022, per le quali la macchina amministrativa ha già accumulato un percorso lunghissimo. La Regione ha adottato il decreto di accertamento delle somme del Fondo nazionale per le non autosufficienze soltanto il 5 giugno 2026, con il D.R.S. 1985; il successivo decreto di impegno e liquidazione ai Distretti è arrivato il 16 luglio. In altre parole, parliamo di risorse destinate a sostenere il lavoro quotidiano di cura svolto dalle famiglie e riferite finanziariamente a quattro anni fa. Questo rende ogni ulteriore rallentamento ancora meno comprensibile sul piano sociale, anche se occorre fare una precisazione: nelle fonti ufficiali esaminate non emerge un termine unico e perentorio entro il quale ciascun Distretto debba pubblicare il proprio avviso. Non ci sono dunque elementi, allo stato, per parlare automaticamente di violazione di una scadenza di legge. C’è però un dato amministrativo molto più semplice: altri enti hanno dimostrato che la procedura poteva essere avviata in tempi decisamente più brevi.

Non è un bonus di importo uguale per tutti

Va chiarito anche un secondo aspetto. Il “bonus caregiver” non corrisponde necessariamente a una cifra prestabilita e identica per ciascun beneficiario. Gli avvisi già pubblicati dai Distretti prevedono che il contributo venga determinato nei limiti della dotazione finanziaria assegnata e in relazione al numero delle domande ammesse. I destinatari sono i caregiver familiari che assistono persone riconosciute nelle condizioni di disabilità grave o gravissima secondo i requisiti previsti dalla normativa e dalla programmazione regionale. Proprio per questo occorre conoscere quali modalità intenda adottare Messina per la presentazione e l’istruttoria delle domande.

Angela Rizzo ha scritto che «i più fragili e i loro familiari possono attendere». È una frase polemica, naturalmente. Ma dietro la polemica c’è un fatto che la documentazione consente di verificare: mentre in diversi territori siciliani le famiglie possono già presentare o hanno potuto presentare le domande, a Messina la medesima opportunità, a 41 giorni dal decreto regionale, non risulta ancora pubblicamente disponibile. Ed il tempo finora perso è tempo sottratto alle famiglie.