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LE REGIONALI SONO ALLE PORTE: QUANTO HANNO VERSATO I CANDIDATI DI Sud Chiama Nord? DAL 2022 AD OGGI, OLTRE 220.000 €

Il peso dell’ autofinanziamento emerge dai dati pubblicati dal partito: gli onorevoli Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, DA SOLI, superano complessivamente i 165.000 € euro. Diversi candidati, invece, non compaiono negli elenchi delle contribuzioni e delle donazioni.

di SANTITA’

La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali siciliane si preannuncia scoppiettante e con tanti colpi di scena e ieri 24 agosto 2026 Sud chiama Nord ha ufficializzato i nomi che correranno per un seggio all’ARS: Cateno De Luca, Calogero Brancatelli, Paolo Alibrandi, Mario Briguglio, Alessandra Calafiore, Alessandra Cullurà, Liana Cannata, Giovanni Caruso, Rosaria Di Ciuccio, Nicoletta D’ Angelo, Serena Giannetto, Lorenzo Italiano, Giuseppe Lombardo, Danilo Lo Giudice, Carmelo Lo Monte, Simona Paratore, Cetti Pirone, Matteo Sciotto, Dario Zante, Daniela Zirilli, Giuseppe Sottile e Nicola Maddocco.

Ma accanto ai nomi dei candidati esiste un altro dato, meno visibile ma politicamente più interessante: quanto hanno contribuito, negli anni, al finanziamento del partito?

Abbiamo ricostruito i versamenti effettuati dai candidati attraverso gli elenchi dei contributi e delle donazioni pubblicati dalla stessa Sud chiama Nord e aggiornati al 31/07/2026, sommando le somme risultanti dalla fondazione del partito, nel giugno 2022, ad oggi.

Il risultato complessivo, limitatamente ai candidati che compaiono negli elenchi, è di 220.265,42 euro. Una cifra significativa, ma soprattutto distribuita in maniera tutt’altro che uniforme.

Lombardo e Sciotto oltre quota 82.000 €

Ad aprire la top three è Giuseppe Lombardo (deputato ARS e sindaco di Roccalumera), che dalla nascita di Sud chiama Nord risulta avere versato complessivamente 82.927,31 €.

Al secondo posto abbiamo Matteo Sciotto (deputato ARS e sindaco di S. Lucia del Mela), con 82.380,50 euro.

Loro 2, da soli, raggiungono la cifra monstre di 165.307,81 € (..circa il 75% dell’ intera somma versata dai candidati in lista). Il distacco rispetto agli altri nomi è considerevole.

Al terzo posto troviamo Liana Cannata (assessore a Messina), con 18.758,58 €, segue – al quarto posto – Alessandra Calafiore (assessore a Messina), con 14.962 €, seguita da Danilo Lo Giudice (sindaco di S. Teresa di Riva), con 10.000 €, e da Carmelo Lo Monte (sindaco di Graniti), con 7.661,31 €. Seguono Alessandra Cullurà (vicesindaco di Taormina), con 4.363,69 €, Nicoletta D’Angelo (consigliere comunale a Messina) con 4.000 euro, poi Mario Briguglio (consigliere comunale a Scaletta Zanclea) con 3.814,61 €, Paolo Alibrandi (consigliere comunale a Messina) con 3.570 €, e Serena Giannetto (consigliere comunale a Messina) con 3.386 €. Più contenuti i versamenti di Daniela Zirilli (consigliere comunale a Villafranca Tirrena) e Giuseppe Sottile (assessore a Barcellona P.G.), entrambi a 1.500 €.

Chiude la classifica Rosaria Di Ciuccio (consigliere comunale a Messina), con soli 200 € versati. I restanti componenti della lista ufficializzata da Sud chiama Nord non risultano presenti negli elenchi dei contributi e delle donazioni del partito esaminati fino all’aggiornamento del 31/07/2026.

Come si finanziano oggi i partiti?

Con l’abolizione del finanziamento pubblico diretto, il sostentamento economico dei partiti si fonda principalmente sulle contribuzioni volontarie di persone fisiche e giuridiche, che devono essere effettuate con modalità tali da consentire l’identificazione del donatore e la tracciabilità del flusso finanziario; a ciò si aggiunge il 2×1000 dell’ IRPEF, che il contribuente può destinare a una formazione politica.

Nel nostro precedente approfondimento avevamo ricordato come la disciplina sul finanziamento politico stabilisca limiti alla contribuzione privata e imponga forme di pubblicità e trasparenza per consentire ai cittadini di conoscere chi finanzia un partito e in quale misura. Ed è precisamente questa trasparenza che oggi permette di ricostruire anche la storia economica di Sud chiama Nord.

Il particolare modello dell’autofinanziamento

Nel caso analizzato nei nostri precedenti approfondimenti emerge però un elemento ulteriore.

Accanto alla contribuzione volontaria ordinaria, abbiamo esaminato un modello nel quale lo Statuto del partito prevede che gli eletti versino una quota della propria indennità alla formazione politica, creando quindi un collegamento stabile tra l’esercizio della carica istituzionale e il sostentamento economico del movimento. Ed è questo uno degli aspetti che rende particolarmente interessante leggere gli elenchi non soltanto come una successione di bonifici, ma come la fotografia del modello economico attraverso cui ScN costruisce e mantiene nel tempo la propria capacità finanziaria.

Nei nostri precedenti articoli avevamo ricostruito una geometria più ampia, distinguendo diversi possibili flussi economici: quello degli eletti attraverso le indennità di carica, quello riconducibile ai vertici di società partecipate e quello relativo a soggetti inseriti in strutture finanziate o alimentate da risorse pubbliche.

Al di là delle valutazioni giuridiche già affrontate separatamente, il dato politico resta evidente: l’autofinanziamento rappresenta una componente strutturale della vita di un partito, e conoscere chi vi contribuisce consente di comprenderne anche gli equilibri interni. Per ulteriori approfondimenti giuridici rinviamo al link dei nostri articoli:

QUANTO HANNO VERSATO I CANDIDATI DI Sud Chiama Nord dal 2022 ad oggi?

LA CLASSIFICA