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Caldo record al carcere di Gazzi: un bimbo di 18 mesi nel nido senza aria condizionata. L’allarme del Garante

- 21/08/2026

MESSINA – Un bambino di appena 18 mesi è costretto a fronteggiare temperature roventi in una stanza situata proprio sotto il tetto, sprovvista di qualsiasi impianto di refrigerazione. È la drammatica fotografia scattata all’interno del Nido della Casa Circondariale di Gazzi a Messina, dove il 20 agosto è arrivata una nuova detenuta accompagnata dal figlio piccolo. A lanciare l’allarme è Giovanni Amante, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Messina, in un accorato documento condiviso con la professoressa Lucia Risicato.

In una lettera ufficiale inviata al sindaco Federico Basile, al presidente del consiglio comunale Massimiliano Minutoli e a tutti i consiglieri, Amante descrive una situazione di vera e propria emergenza. Sebbene il “Nido” del carcere sia stato riconosciuto come un ambiente accogliente e gestito con grande umanità dall’Amministrazione penitenziaria, le attuali condizioni meteorologiche lo rendono di fatto inidoneo. La collocazione dei locali sotto la copertura dell’edificio, unita all’assenza di aria condizionata, espone la madre e il neonato a un disagio che il Garante definisce chiaramente “inaccettabile”.

In queste ore si è scatenata una corsa contro il tempo per reperire almeno un climatizzatore portatile, inteso come una necessaria soluzione tampone per alleviare le sofferenze del piccolo. Una ricerca che si sta scontrando con un ostacolo logistico inaspettato: le scorte di magazzino nei vari centri commerciali della città risultano attualmente esaurite. I Garanti, tuttavia, assicurano di non volersi arrendere e di proseguire attivamente le ricerche.

Parallelamente all’emergenza climatica, si è mossa anche la macchina delle tutele sanitarie. È stato richiesto, con carattere di massima urgenza, l’intervento di un medico pediatra. Lo specialista dovrà valutare clinicamente le condizioni del bambino e accertare se all’interno della struttura sussistano effettivamente le condizioni ambientali minime per consentire la permanenza della madre e del figlio.

Amante pur ringraziando il personale della Casa Circondariale per le continue interlocuzioni e lo sforzo volto a individuare possibili soluzioni, sottolinea come l’emergenza non debba rimanere confinata tra le mura di Gazzi. La complessa questione richiede, al contrario, un coinvolgimento diretto dell’intera comunità, a partire proprio dai rappresentanti eletti dai cittadini.

PADRE-AMANTE