

Una manifestazione pubblica per chiedere chiarezza sul furto delle opere di Antonello da Messina e sulle condizioni di sicurezza del Museo regionale. Questa mattina, intorno alle 11, una cinquantina di cittadini si sono ritrovati sul lungomare del Ringo, lungo il viale della Libertà, per manifestare la propria preoccupazione dopo quanto accaduto al patrimonio artistico della città.
Un’iniziativa nata senza sigle né appartenenze politiche, con l’obiettivo di lanciare un messaggio preciso: Messina non intende restare indifferente davanti a un danno che colpisce una parte fondamentale della propria storia e della propria identità culturale.
A farsi portavoce della manifestazione è stato il fumettista messinese Lelio Bonaccorso, che ha chiesto che venga fatta piena luce non soltanto sulle modalità con cui è stato possibile portare via le opere, ma anche sull’organizzazione della sicurezza e sulla preparazione del personale incaricato della sorveglianza.
«Siamo profondamente dispiaciuti per l’accaduto – ha dichiarato Bonaccorso – il danno subito non riguarda solo la nostra città. L’arte è patrimonio di tutti».
Al centro dell’iniziativa, dunque, anche la richiesta di comprendere se le misure adottate per proteggere opere di valore inestimabile fossero realmente adeguate e se tutti i protocolli di vigilanza abbiano funzionato come avrebbero dovuto.
Tra i partecipanti è emersa soprattutto l’amarezza per la sensazione che le istituzioni non siano riuscite a difendere uno dei tesori più preziosi custoditi a Messina. Un sentimento che, dopo il clamore suscitato dal furto, si è trasformato nella volontà di scendere pubblicamente in strada e chiedere risposte.
La mobilitazione del Ringo rappresenta così una prima reazione civile a quanto accaduto: decine di persone riunite attorno a una questione che va ben oltre i numeri della manifestazione. Perché il furto delle opere di Antonello da Messina non viene percepito soltanto come un episodio di cronaca, ma come una ferita inferta al patrimonio culturale e alla memoria della città.
Adesso la richiesta rivolta alle istituzioni e agli organi competenti è una sola: chiarire fino in fondo cosa non abbia funzionato e individuare eventuali responsabilità, affinché un episodio del genere non possa ripetersi.








