

«In Sicilia occorre accelerare subito sulle primarie regionali, definendo regole chiare, tempi certi e un confronto aperto ai cittadini». Lo dichiara Palmira Mancuso, coordinatrice regionale di Più Europa, intervenendo nel dibattito sul futuro della coalizione progressista nell’Isola.
«Le primarie non devono essere un espediente né il luogo in cui rinviare le questioni irrisolte. Devono essere invece lo strumento per scegliere una leadership forte, legittimata dal consenso popolare, e per misurare programmi, idee e visioni della Sicilia. Crediamo che la coalizione debba sciogliere gli ultimi nodi per non rischiare di andare all’inseguimento di chi gioca con la materia elettorale, cercando di dettare l’agenda politica. E quindi nessuna ambiguità per quanto ci riguarda su alleanze con Cateno De Luca, che con gli ultimi “innesti” dimostra a chi ancora avesse dubbi, anche all’interno della coalizione, quanta sia la distanza nel metodo e nel merito della proposta politica”.
«Riccardo Magi ha posto una questione essenziale nel dibattito nazionale: le primarie hanno senso se chi partecipa condivide i principi fondamentali della coalizione, a cominciare dalla collocazione europea dell’Italia e dalla difesa delle libertà democratiche. Questo vale ancora di più in Sicilia, dove per troppo tempo le alleanze sono state costruite attorno a equilibri di potere e non a un progetto di cambiamento. Per noi di Piu’ Europa alcuni temi sono fondamentali: europeismo, difesa dello Stato di diritto, diritti civili, sviluppo sostenibile, legalità, investimenti nella scuola, nella sanità territoriale, nei trasporti e nel lavoro di qualità.».
«Più Europa chiede quindi che il tavolo regionale del centrosinistra fissi al più presto un calendario per le primarie. La Sicilia ha bisogno di una coalizione plurale, riformatrice e radicalmente alternativa alla destra, non di giochi di palazzo. La partecipazione è la condizione per restituire fiducia a chi oggi non vota più e per costruire una proposta capace di vincere nel 2027. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre il già visto, dobbiamo avere il coraggio di rischiare. E noi siamo pronti a dare il nostro contributo a chi è capace di accendere speranze e riportare i siciliani a votare».








