
Nota stampa – Stefania De Marco, segretaria del Circolo PRC Lidia Menapace – Riviera jonica messinese
Nel 2017, durante la presentazione pubblica del progetto di ampliamento del cimitero comunale, la società concessionaria CAES e l’allora Amministrazione di Santa Teresa di Riva illustrarono un intervento che avrebbe dovuto segnare una svolta. Il progetto nasceva per superare l’emergenza degli spazi sempre più scarsi, ampliare il cimitero, modernizzarlo e, contestualmente, renderlo accessibile, superando le barriere architettoniche dei nuovi lotti verticali.
Tra le opere più significative figuravano due ascensori, progettati per rendere accessibili i livelli superiori anche agli anziani e alle persone con disabilità. Non erano un dettaglio tecnico, ma una componente qualificante dell’intero intervento: un’infrastruttura pensata per garantire a chiunque la possibilità di raggiungere il proprio caro, portare un fiore, sostare qualche minuto in silenzio, senza dover affrontare le scale ripide. Un cimitero dovrebbe essere il luogo più semplice da raggiungere e da vivere per una persona anziana o con disabilità, uno spazio dove la fragilità non diventa un ostacolo. E invece, a Santa Teresa di Riva, le barriere che il progetto del 2017 prometteva di eliminare sono ancora tutte lì. Gli ascensori che avrebbero dovuto superarle non sono mai stati realizzati, e il risultato è un cimitero che continua a escludere proprio chi avrebbe più bisogno di accedervi con dignità.
Nel frattempo, il Comune ha continuato a sostenere ulteriori spese per il sistema cimiteriale, dalla manutenzione dei loculi alla sistemazione di altri lotti, fino a interventi e servizi affidati separatamente.
Il project financing era stato pensato come una scappatoia proprio per affrontare un’emergenza strutturale e gestionale che il Comune, con risorse sempre più limitate, non riusciva più a fronteggiare. Doveva portare ordine, efficienza, opere certe e tempi definiti. Doveva eliminare le criticità, invece le ha moltiplicate, senza nemmeno produrre risparmi. Perciò l’emergenza non solo permane, ma si è aggravata, l’accessibilità è peggiorata e i cittadini si trovano a sostenere costi sempre più elevati per un servizio che non rispecchia le promesse iniziali. Lo stesso ricorso a un modello di gestione come il project financing, che privatizza ed esternalizza i servizi comunali, finisce per privilegiare il profitto privato rispetto alla risposta ai bisogni della cittadinanza, lasciando dietro di sé costi elevati per i cittadini, opacità e squilibri.
Non basta dire che alcune opere sono state realizzate. Bisogna spiegare perché non siano state realizzate tutte quelle previste, perché gli ascensori siano rimasti sulla carta, quali controlli abbia esercitato il Comune e quali responsabilità siano state eventualmente contestate al concessionario. Perché quando si affida a un privato un progetto che dovrebbe risolvere un problema pubblico, le promesse non possono rimanere sulla carta. E ancora meno possono rimanerci quando riguardano il diritto delle persone anziane e dei più fragili.
Dopo quasi dieci anni, non servono più rassicurazioni. Gli ascensori erano previsti. Gli ascensori non ci sono. L’emergenza doveva essere risolta. L’emergenza continua e i cittadini pagano. E questo, politicamente, è un enorme conto che non torna.
Stefania De Marco, segretaria del Circolo PRC Lidia Menapace – Riviera jonica messinese







