
La CISL FP Messina denuncia una situazione ormai insostenibile. “Non servono medaglie, servono diritti. L’aumento del costo dei collegamenti marittimi rischia di compromettere perfino la continuità del servizio di emergenza-urgenza. Pronti a scendere in piazza”.

Messina, 7 agosto 2026 – La CISL Funzione Pubblica Messina torna a denunciare con forza la gravissima condizione in cui sono costretti a operare le lavoratrici e i lavoratori della SEUS 118 impegnati nelle Isole Eolie. Una situazione che, anziché migliorare, si aggrava ulteriormente con l’annunciato incremento del costo dei biglietti marittimi, previsto dal prossimo 10 agosto. A farne le spese i cittadini.
“I nostri timori si sono concretizzati. Oggi la postazione 118 di Lipari è rimasta chiusa per mancanza di personale. Un fatto gravissimo che mette al rischio la salute di migliaia di persone”. E’ il durissimo affondo del segretario generale della Cisl Fp Messina, Giovanna Bicchieri.
“Stamattina – spiega Bicchieri – la postazione di Lipari è chiusa perché nessuno era disposto a dare il cambio al collega che non aveva potuto smontare dal turno precedente di 24 ore ed aveva già prolungato il servizio di ulteriori 24 ore fino a stamane. L’altro operatore in servizio, reduce dal turno di 24, non ha retto per continuare un ulteriore turno di lavoro, per cui la centrale ha chiesto supporto e disponibilità a tutti gli altri operatori in riposo, che a fronte degli aggravi di spese, oltre che dei carichi di lavoro, si sono rifiutati. E a pagarne le spese sono i cittadini. Tutto questo è inammissibile!”
Al centro dei disagi l’ulteriore aggravio delle spese dei collegamenti verso le isole che influiscono in misura altissima sullo stipendio dei lavoratori. Secondo il sindacato, il mancato riconoscimento della gratuità dei collegamenti o di una convenzione dedicata – misura già garantita ai lavoratori che operano nelle altre isole della Sicilia – rappresenta un’evidente disparità di trattamento che continua a penalizzare esclusivamente il personale della provincia di Messina. Con l’aumento delle tariffe, ogni operatore potrebbe arrivare a sostenere una spesa di circa 373 euro al mese soltanto per raggiungere il proprio posto di lavoro, una cifra che incide pesantemente su stipendi già messi a dura prova dall’aumento del costo della vita.
“Ci chiediamo se qualcuno ritenga che i lavoratori della SEUS 118 di Messina siano figli di un Dio minore”, afferma Bicchieri, evidenziando come la scarsa attenzione mostrata finora dalla parte datoriale e dalle istituzioni competenti sia ormai un fatto concreto e documentato. “Non è più possibile possibile rinviare la soluzione del problema a futuri provvedimenti legislativi o alla prossima legge finanziaria – afferma Bicchieri – Serve un intervento immediato, capace di evitare che decine di famiglie precipitino in una situazione economica ormai vicina al collasso”.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto i lavoratori. Le conseguenze rischiano di ricadere direttamente sui cittadini e sul sistema dell’emergenza sanitaria. Se, come di fatto già avvenuto oggi, gli operatori non saranno nelle condizioni economiche di acquistare i biglietti per raggiungere le sedi di servizio, potrebbe essere compromessa la regolare copertura del 118 nelle Eolie, proprio nel periodo di massima affluenza turistica, quando la popolazione delle isole cresce e aumenta la richiesta di interventi di emergenza. Uno scenario che potrebbe tradursi in disservizi, ritardi nei soccorsi e nuove criticità per la sanità messinese, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini e sull’immagine dell’intero sistema sanitario regionale. “E’ inaccettabile – denuncia Bicchieri – che una società interamente partecipata dalla Regione Siciliana non garantisca uniformità di trattamento economico e giuridico ai propri dipendenti che operano nelle stesse condizioni contrattuali”.
Per questo motivo il sindacato chiede con la massima urgenza un intervento concreto da parte della Presidenza della SEUS 118, dell’Assessorato regionale della Salute, dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e Mobilità, della VI Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana e di tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
“In gioco non ci sono privilegi – chiude il segretario generale – ma il diritto dei lavoratori a poter svolgere il proprio servizio senza dover sostenere costi insostenibili e, soprattutto, il diritto dei cittadini delle Isole Eolie a ricevere un’assistenza sanitaria tempestiva ed efficiente. In assenza di risposte immediate e di provvedimenti concreti saremo costretti ad attivare tutte le iniziative sindacali e le azioni legali necessarie a tutela dei lavoratori e del diritto alla salute delle comunità interessate”. Resta in stato di agitazione il personale.
Sulla questione si è espressa proprio stamattina la Senatrice di Italia Viva – Casa Riformista Dafne Musolino: “”L’incremento dei costi avrà infatti una ricaduta pesante e diretta sull’organizzazione degli operatori della Seus 118, donne e uomini che garantiscono l’assistenza medica di emergenza nelle isole. Caricare di un aggravio economico e logistico così significativo chi assicura un presidio salvavita in territori disagiati è una evenienza insostenibile. Chiedo che il presidente Schifani e l’assessore regionale Aricò intervengano con la massima urgenza per scongiurare questo aumento letale per l’economia e per la tenuta dei soccorsi. Mi unisco, pertanto, senza esitazione al grido di allarme e alla richiesta di intervento avanzata dai sindaci delle Eolie e delle Egadi: la Regione ascolti i territori e dia risposte adesso, prima che i danni diventino irreparabili”.









