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Salute mentale, Azione Messina: “La Sicilia non può più rimanere ferma ad assistere alla crescita esponenziale di un disagio finora ignorato”

- 30/07/2026

«Nonostante il tema sia molto sentito, il sistema dei servizi territoriali di salute mentale soffre strutturalmente della carenza di personale e risorse, tanto che l’82% dei pazienti interrompe il percorso terapeutico a causa di queste difficoltà». È l’allarme lanciato dalla vicepresidente di Azione GiuliaPastorella e dal vicecapogruppo di Azione alla Camera Fabrizio Benzoni, intervenuti nel Question time con il Ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere un rafforzamento della rete pubblica dedicata alla salute mentale.

Nel corso dell’interrogazione, i due deputati hanno ricordato anche le 72 mila firme raccolte dalla campagna “Diritto a star bene”, promossa per chiedere una rete di sostegno psicologico diffusa, gratuita e accessibile, sottolineando come il disagio psicologico colpisca sempre più giovani.

«Il ministro Schillaci ha evidenziato come la salute mentale sia una delle priorità del Paese – dichiarano Benzoni e Pastorella – ma siamo convinti che, allo stato attuale, l’intero sistema non sia in grado di prendere in carico le difficoltà di un giovane e di accompagnarlo nel corso del tempo. Da un lato è difficile intercettare il disagio dei ragazzi, dall’altro si affronta un percorso in salita, fatto di lunghe attese e della cronica carenza di psicologi, psichiatri, educatori, neuropsichiatri infantili e di quei luoghi, come scuole, associazioni sportive e oratori, nei quali il disagio può essere intercettato precocemente.»

Per Benzoni e Pastorella, inoltre, «la salute mentale non si affronta con voucher o con cinque incontri di supporto come previsto dal servizio “AscoltaMi”. Quando un ragazzo chiede aiuto, la risposta dello Stato deve essere totale».

Un quadro che, secondo Emilio Puglisi Allegra e Diana Zingales, vice segretari di Azione Messina, assume in Sicilia contorni ancora più preoccupanti.

«L’iniziativa dei nostri parlamentari rappresenta efficacemente una realtà che nella nostra regione è ancora più critica. I dati più recenti sulla Sicilia confermano infatti una situazione di forte sofferenza. Il rapporto presentato dal Movimento regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale evidenzia un indice di performance dei servizi pari a -0,21, il quarto peggiore dato d’Italia, mentre negli ultimi anni il disagio psicologico tra i giovani è aumentato di circa il 30%. Parallelamente sono cresciuti gli accessi ai pronto soccorso per problematiche psichiatriche e il ricorso ai Trattamenti Sanitari Obbligatori, che nell’Isola raggiungono 1,6 casi ogni 10 mila abitanti, quasi il doppio della media nazionale (0,9). A tutto questo si aggiunge una cronica carenza di operatori nei Dipartimenti di Salute Mentale e un dato che rende ancora più grave la situazione: oltre 40 milioni di euro destinati ai Budget di Salute e ai percorsi terapeutico-riabilitativi risultano ancora inutilizzati. Questi numeri raccontano il fallimento di una programmazione che non riesce a trasformare le risorse disponibili in servizi per i cittadini. È inaccettabile che decine di milioni di euro rimangano bloccati invece di finanziare assistenza e inclusione».

«È prioritario investire con forza sulla prevenzione ˗ afferma Puglisi Allegra ˗ l’unico strumento capace di intercettare il disagio prima che diventi emergenza e cronicità. Per fare questo, non servono interventi sporadici, ma un’organizzazione strutturata che preveda l’inserimento di equipe multidisciplinari che lavorino attivamente nel territorio. Queste equipe, composte da psicologi, psichiatri, educatori e neuropsichiatri infantili, devono essere in grado di accompagnare i pazienti nel loro percorso quotidiano, garantendo una presenza costante che eviti loro di sentirsi abbandonati dalle istituzioni. Solo attraverso una presa in carico diffusa e continuativa nelle comunità locali potremo diminuire drasticamente le crisi acute e, di conseguenza, abbattere l’alto numero di TSO, che in Sicilia è quasi il doppio della media nazionale. Nonostante le criticità, la Sicilia possiede professionalità di alto livello che attendono solo di essere messe a sistema; il vero ostacolo è la mancanza di un coordinamento efficace e di un investimento strategico che sblocchi le ingenti risorse finanziarie disponibili, destinandole finalmente al personale e ai servizi territoriali».

Per Azione Messina è necessario un cambio di passo immediato. «Condividiamo pienamente quanto sostenuto da Fabrizio Benzoni e Giulia Pastorella: per Azione il tema della salute mentale deve uscire dalla logica dell’emergenza e diventare uno degli assi portanti delle politiche sanitarie, garantendo finalmente ai cittadini il diritto a un’assistenza tempestiva, continuativa e realmente accessibile a tutti», dichiarano Puglisi Allegra e Zingales.

Infine, conclude Zingales, «l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce la tutela costituzionale del diritto alla salute, dovrebbe ricordarci che la salvaguardia di tale diritto non può dipendere dal reddito del singolo, dal luogo in cui si vive o dalla possibilità di rivolgersi al privato. Per Azione questa è una battaglia di civiltà: garantire il diritto alla salute mentale significa dare piena attuazione alla Costituzione, investendo sul personale, sui servizi territoriali e sulla prevenzione. Solo così lo Stato può garantire presenza quando una persona necessita di aiuto. Rispetto al disagio giovanile, poi, non può non richiamarsi il recente ddl “anti-maranza” proposto dalla maggioranza, che desta grande preoccupazione per l’approccio di questo Governo al disagio giovanile, in quei casi particolarmente evidente: una politica seria dovrebbe operare con la prevenzione, l’ascolto e l’inclusione e non abusare dello strumento penale con politiche repressive, soprattutto quando si tratta di minori».

Giulia Pastorella e Fabrizio Benzoni