Pene fino a vent’anni nel processo con rito abbreviato sul traffico di droga riconducibile al gruppo di Mangialupi. Quattro imputati assolti «per non aver commesso il fatto»
Diciannove condanne, con pene comprese tra due anni e quattro mesi e vent’anni di reclusione, e quattro assoluzioni. È il bilancio della sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare di Messina, Nunzio De Salvo, nei confronti degli imputati che avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta “Gerarchia”.
Il procedimento nasce dall’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Messina e dalla Sisco, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine avrebbe ricostruito ruoli, rapporti e attività legate a un articolato traffico di sostanze stupefacenti nell’area di Mangialupi, aggiornando il quadro investigativo sugli affari illeciti del gruppo attivo nel quartiere.
Il blitz era scattato nel luglio 2025 e aveva portato all’esecuzione di quattordici misure cautelari: tredici persone erano finite in carcere, mentre per un indagato erano stati disposti gli arresti domiciliari.
La pena più elevata, pari a vent’anni di reclusione, è stata inflitta a Santino Di Pietro, Natale Lo Duca e Salvatore Maiorana. Per quest’ultimo la condanna è stata determinata in continuazione con precedenti sentenze.
Il Gup ha condannato Teresa Acesti a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Giuseppe Astuto a 7 anni; Settimo Corritore a 2 anni e 4 mesi; Nunzio Di Pietro a 16 anni, 4 mesi e 20 giorni; Santino Di Pietro a 20 anni; Giuseppe Fisichella a 10 anni, 8 mesi e 26 giorni; Antonino Guerrini a 4 anni; Giuseppe Lo Cascio a 3 anni; Natale Lo Duca a 20 anni; Salvatore Maiorana a 20 anni, in continuazione con altre sentenze.
Condannati anche Giacomo Mamone a 4 anni e 2 mesi; Salvatore Minniti a 10 anni, 8 mesi e 26 giorni; Raffaele Giorgio Raco a 7 anni e 20 giorni; Rocco Raco a 7 anni e 20 giorni; Filippo Raso a 11 anni, 8 mesi e 13 giorni; Michele Sorrenti a 4 anni e 2 mesi; Gaetana Turiano a 16 anni, 4 mesi e 20 giorni; Domenico Parisi a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Massimo Famà D’Assisi a 7 anni e 2 mesi, in continuazione con un’altra sentenza.
Sono stati invece assolti con la formula «per non aver commesso il fatto» Domenico Coppolino, Carmela Turiano, Davide Parisi e Alessio Romeo.
Nel corso delle precedenti udienze, la sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia Antonella Fradà aveva formulato richieste di condanna nei confronti di tutti e ventitré gli imputati, con pene comprese tra tre e vent’anni di reclusione.
Le difese sono state sostenute dagli avvocati Salvatore Silvestro, Gianmarco Silvestro, Anna Retto, Tino Celi, Alessandro Trovato, Giuseppe Bonavita, Giuseppe Donato, Giacomo Iaria e Daniela Raco. La decisione è suscettibile dei successivi gradi di giudizio.





