5 views 2 min 0 Comment

Messina: colpo ai patrimoni illeciti, sequestrati 200mila euro a un pluripregiudicato

- 21/07/2026

Il provvedimento della Guardia di Finanza colpisce un soggetto già detenuto per mafia ed estorsione. Decisiva la sproporzione tra i redditi dichiarati dall’intero nucleo familiare e il reale tenore di vita.

Un provvedimento di sequestro da oltre 200.000 euro è scattato nelle scorse ore a Messina, colpendo le disponibilità finanziarie di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e del suo nucleo familiare. L’operazione, eseguita dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, è il risultato di un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale cittadino, in pieno accoglimento delle richieste formulate dalla Procura.

Il destinatario della misura patrimoniale è una figura ampiamente nota agli inquirenti. Nel suo passato figurano diverse ordinanze di custodia cautelare per reati aggravati dal metodo mafioso, oltre a una lunga lista di precedenti che spaziano dalla rissa alle minacce, fino all’omicidio colposo, lesioni personali, usura, detenzione di stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori. Attualmente, l’uomo si trova già in stato di custodia cautelare per accuse di altissima gravità quali associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina. A tracciare il profilo di pericolosità sociale contribuiscono anche tre condanne definitive a suo carico, che includono reati contro l’ambiente e il territorio come l’incendio boschivo e l’occupazione abusiva di aree del demanio marittimo.

A incastrare l’indagato sono state le indagini congiunte della Procura e dei finanzieri della Compagnia di Taormina. Gli accertamenti patrimoniali, incrociati con minuziosi sopralluoghi sul territorio, hanno fatto emergere un quadro di ricchezza del tutto incompatibile con i redditi dichiarati al fisco. Il sistema per occultare i fondi si basava su fittizie operazioni di trasferimento di valori e di attività economiche, gestite strategicamente all’interno della stessa cerchia familiare. Nel mirino degli investigatori sono finiti i conti correnti e i depositi bancari intestati a ben cinque soggetti, tutti conviventi e appartenenti al medesimo entourage familiare.

Condividendo in toto il solido quadro probatorio ricostruito dalle Fiamme Gialle, il Tribunale ha sancito l’evidente sproporzione tra le finanze reali a disposizione della famiglia e quelle ufficialmente comunicate all’Erario negli anni. Un divario che ha fatto scattare i sigilli per una cifra equivalente di oltre 200mila euro, assestando un nuovo e deciso colpo all’accumulo di capitali illeciti sul territorio peloritano.