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Morte di Giulia Scimone, Alessandro Mondo di nuovo senza difensore

- 10/07/2026

L’avvocata Antonella Pimpo, che aveva assistito il diciannovenne durante l’interrogatorio di garanzia, ha rinunciato al mandato. È il secondo legale a lasciare la difesa del giovane

MESSINA – Alessandro Mondo è nuovamente senza un difensore di fiducia. L’avvocata Antonella Pimpo, che aveva assistito il diciannovenne durante l’interrogatorio di garanzia, ha formalizzato la rinuncia al mandato.

Mondo si trova in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giulia Scimone, la sedicenne travolta da una motocicletta in via Circuito, a Torre Faro, nella notte tra il 28 e il 29 giugno. Nei suoi confronti viene contestata l’ipotesi di omicidio volontario.

La decisione dell’avvocata Pimpo sarebbe stata formalizzata soltanto recentemente, ma sarebbe maturata nel corso dei giorni successivi all’interrogatorio del giovane davanti al giudice. La professionista, tuttavia, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche sulle ragioni della rinuncia.

La seconda rinuncia in pochi giorni

Non è la prima volta che il diciannovenne resta senza un legale di fiducia. Subito dopo il fermo, Mondo aveva affidato la propria difesa all’avvocato Salvatore Silvestro, che aveva però rinunciato all’incarico nel giro di poche ore, depositando formalmente l’atto presso gli uffici giudiziari.

Prima della nomina dell’avvocata Pimpo, secondo quanto emerso, la famiglia del giovane avrebbe contattato anche altri professionisti, senza riuscire ad affidare loro il mandato. Mondo dovrà adesso individuare un nuovo difensore che possa assisterlo nei prossimi passaggi del procedimento.

La morte di Giulia e le circostanze dell’investimento hanno provocato una profonda reazione nell’opinione pubblica messinese, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza lungo le strade della zona nord e sulle condotte pericolose alla guida.

L’inchiesta prosegue per ricostruire ogni elemento della vicenda e accertare le responsabilità. Per Alessandro Mondo, come per ogni persona sottoposta a indagine, vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.