13 views 4 min 0 Comment

Whistle Monitor, la Sicilia arranca nella lotta alla corruzione: bocciati venti enti pubblici su trentaquattro

- 22/06/2026

Il report “Whistle Monitor” di Libera svela le gravi lacune dell’Isola, tra le peggiori d’Italia con appena il 23,59% di conformità. Oltre la metà delle strutture non garantisce nemmeno le informazioni minime a chi denuncia.

In Sicilia la trasparenza e la tutela di chi segnala illeciti sul posto di lavoro restano un miraggio per più della metà delle amministrazioni locali. Ben venti enti pubblici sui trentaquattro esaminati nell’Isola risultano al di sotto della sufficienza in materia di whistleblowing. Il dato, impietoso, emerge da “Whistle Monitor”, il primo report dell’associazione Libera, che ha mappato l’accessibilità, la fruibilità e la trasparenza delle amministrazioni locali per quanti intendono tutelare l’interesse pubblico segnalando episodi di corruzione.

L’indagine ha preso in esame tre criteri fondamentali: la completezza delle informazioni sul funzionamento delle tutele e dei tempi, la massima accessibilità ai canali di segnalazione e la trasparenza sullo sviluppo dell’iter. I risultati evidenziano una vulnerabilità diffusa che non risparmia il resto d’Italia, ma che nell’Isola mostra le sue faglie più profonde.

I numeri del flop: la Sicilia tra le maglie nere d’Italia

A livello nazionale la situazione non è rosea: su 434 organismi monitorati tra sanità, università ed enti territoriali, nessuno raggiunge la conformità piena al 100%. Ma è nel contesto siciliano che le criticità si fanno più marcate.

La percentuale di conformità media della regione si attesta appena al 23,59%, posizionando l’Isola tra le peggiori performance del Paese. Entrando nel dettaglio del report:

  • Il 58,8% delle strutture siciliane non garantisce a un potenziale segnalante nemmeno le informazioni minime necessarie per orientarsi e decidere in modo consapevole. Una carenza che si traduce in assenza totale di strumenti, gravi lacune o insufficienza cronica.
  • Soltanto sette amministrazioni riescono a rientrare nella fascia alta della classifica, offrendo un livello di informazione adeguato.

Le performance elevate rimangono quindi eccezioni concentrate in pochissimi casi isolati, incapaci di fare rete e di tradursi in un modello virtuoso per l’intero sistema regionale. In questo scenario grigio, il comparto relativamente più virtuoso – seppur con risultati definiti ancora modesti – è rappresentato dalle università pubbliche.

L’appello di Libera: «Formazione e responsabilità non più rinviabili»

I dati mettono in luce la necessità di un cambio di passo radicale nell’organizzazione e nella cultura digitale della macchina pubblica.

«A partire da questi dati riteniamo necessario assumerci la responsabilità di promuovere un confronto con le realtà, istituzionali e non, che operano nell’ambito della formazione, dell’accompagnamento e del supporto alle pubbliche amministrazioni locali, per verificare la possibilità di sviluppare strumenti e percorsi specifici su questo tema», ha dichiarato Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera.

L’obiettivo dichiarato dall’associazione è quello di sostenere attivamente gli enti territoriali, con un focus particolare sui Comuni, per attivare percorsi non più differibili basati su tre pilastri: formazione del personale, semplificazione tecnica dei canali di ricezione e una netta assunzione di responsabilità da parte dei dirigenti.

Il report completo “Whistle Monitor” sarà presentato ufficialmente domani a Roma, presso la sede di ExtraLibera, in una data non casuale: il World Whistleblower Day, la giornata mondiale dedicata a chi rompe il silenzio per difendere il bene comune.