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Giardini Naxos, Barbagallo contro De Luca: «L’uncinetto lo facciamo assieme a mille altre cose. Basta linguaggio svilente»

- 11/05/2026

La candidata della lista Bosco interviene dopo le frasi del sindaco di Taormina: «Non è scontato che nel 2026 una donna possa emergere e parlare liberamente in politica senza subire attacchi squallidi»

La campagna elettorale per le Amministrative del 24 e 25 maggio a Giardini Naxos entra nel vivo e i toni del dibattito si accendono. Nelle ultime ore, a far discutere è la dura presa di posizione di Alessia Barbagallo, medico dell’ospedale di Taormina e candidata nella lista civica a sostegno di Salvatore Bosco, che lancia una netta frecciata all’indirizzo del sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca.

I trascorsi burrascosi tra i due non sono un mistero. Già lo scorso dicembre, durante un incontro politico proprio a Giardini Naxos, la dottoressa Barbagallo era finita nel mirino del parlamentare regionale. Un episodio che aveva sollevato un polverone mediatico e politico, culminato poi con le scuse formali dello stesso De Luca.

Oggi, a riaccendere la miccia, è la recente polemica che ha coinvolto il sindaco taorminese e le esponenti politiche Matilde Siracusano e Carlotta Previti, invitate provocatoriamente da De Luca a “fare l’uncinetto”. Una battuta che ha scatenato l’indignazione di Barbagallo, la quale ha deciso di intervenire pubblicamente per stigmatizzare l’uso di certe espressioni.

L’impegno civico e la difesa del ruolo femminile

«Io sono un medico e ho vissuto tanti momenti di vita al fianco della gente, quelli dolorosi ma anche le gioie», ha dichiarato Barbagallo, sottolineando le sue radici professionali e umane. «Negli anni ho anche preso parte a tante iniziative con impegno civico nell’associazionismo in favore delle donne. È fondamentale supportare e supportarci in tutti i campi, ma lo è in particolar modo in politica».

La riflessione della candidata si sposta poi sulla difficoltà, ancora attuale, di affermarsi in un ambiente spesso ostile. «Non è affatto scontato che nel 2026 una donna riesca ad emergere da sola nell’arena politica e, successivamente, a poter esprimere le proprie idee. Purtroppo esistono ancora uomini che utilizzano un linguaggio svilente, squallido, che ci dicono che abbiamo il protettore, che siamo delle accompagnatrici o, per l’appunto, che dobbiamo tornare a casa a fare l’uncinetto».

«In politica serve un linguaggio corretto»

La replica conclusiva smonta lo stereotipo, rivendicando il multitasking e la dignità delle donne impegnate nella res publica. «L’uncinetto noi lo facciamo assieme a mille altre cose nell’arco della stessa giornata», incalza Barbagallo. «In politica va utilizzato un linguaggio corretto e non posso accettare che, solo perché non si fa parte di un determinato sistema di potere, si debba essere attaccati in questo modo per le proprie idee. Non accetto che non si possa esprimere il proprio pensiero in maniera libera e rispettosa».

Una dichiarazione che promette di mantenere alta la tensione in vista del rush finale verso le urne, riportando al centro del dibattito non solo i programmi amministrativi, ma anche lo stile e le modalità della comunicazione politica sul territorio.