5 views 3 min 0 Comment

DL SICUREZZA, MUSOLINO (IV): “DALLA MAGGIORANZA NORME INCOSTITUZIONALI E PROPAGANDISTICHE. PROVVIDENZIALE IL RICHIAMO DEL QUIRINALE”

- 25/04/2026

Duro affondo della senatrice a Sky Tg24: “Tra violazioni dei diritti e scivoloni palesi come la norma sui coltelli, assistiamo al fallimento di una maggioranza che fa solo propaganda e dimentica la sicurezza reale delle nostre città”.

Roma, 25 aprile 2026 – “Usciamo da una settimana di follia sul dl sicurezza in cui c’è stato il fermo intervento del Presidente della Repubblica volto a richiamare il rispetto dei valori fondamentali della Costituzione dopo il tentativo della maggioranza di inserire l’articolo 30-bis, sui risarcimenti, sui compensi agli avvocati che si adoperavano per il rimpatrio dei propri assistiti. E’ stato necessario fare un provvedimento nottetempo per correggere questo articolo, altrimenti la Costituzione era così evidentemente violata che c’è stata la necessità di un intervento del Quirinale.” È quanto emerso questa mattina durante l’intervento della senatrice Dafne Musolino (Italia Viva) nel corso di un dibattito ai microfoni di Sky Tg24.

La senatrice vice capogruppo di Italia Viva ha poi evidenziato l’inadeguatezza dell’azione di governo sui temi garantisti e sulla gestione dell’ordine pubblico: “Quanto accaduto dimostra che sulle libertà fondamentali, sui diritti fondamentali questa maggioranza ancora zoppica. Fortemente, sul fermo preventivo, zoppica su tanti provvedimenti che continuano a inasprire le pene ma non mettono le risorse sulla sicurezza e continuano a restare carenti sul tema della sicurezza nelle città, dove anche la stessa Presidente Meloni ha detto ‘non sono soddisfatta del lavoro fatto fin qui’. La cosa grave qual è? Che invece di correggere il tiro, si continua sulla stessa strada disseminando provvedimenti che francamente non solo fanno storcere il naso, sono palesemente incostituzionali.

Infine, un duro affondo sulla qualità legislativa della maggioranza: “Le norme vengono scritte sempre in maniera raffazzonata, c’è sempre bisogno poi di fargli un correttivo. Infatti, negli emendamenti in Aula è stato necessario correggere la norma sulla vendita dei coltelli perché, per come era scritta chiunque fosse stato trovato in possesso di un coltello con la lama superiore a 8 centimetri sarebbe stato passibile di essere sottoposto a pena da sei mesi a tre anni, che è una follia. C’è sempre una corsa propagandistica a introdurre delle norme che secondo la maggioranza devono essere pronte a fornire delle risposte a fatti concreti Norme che quasi sistematicamente vengono redatte male e che devono essere corrette strada facendo. Tutto il testo di questa norma è stato oggetto di un preventivo confronto col Quirinale. Esemplare ritengo il fatto che inizialmente era previsto lo scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine, per poi essere convertito nella creazione di un nuovo ed apposito registro degli indagati.”