Roma, 17 aprile 2026 – Il Senato ha approvato oggi il nuovo disegno di legge Sicurezza, un provvedimento che si concentra esclusivamente su logiche punitive ignorando totalmente la prevenzione, il supporto alle famiglie e il potenziamento reale delle Forze dell’Ordine sul territorio.”Dopo settimane trascorse in commissione affari costituzionali in cui abbiamo tentato di fare comprendere alla maggioranza l’inadeguatezza delle loro misure per la sicurezza, il governo porta in aula un testo dove si introducono solo nuovi strumenti di repressione e di compressione dell’esercizio di libertà fondamentali come quella di circolazione e di manifestazione, ma che non investe in alcun modo su strumenti di prevenzione e contrasto ai fenomeni di marginalità, di abbandono scolastico, di povertà economica e di periferie esistenziali”, dichiara la senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino.
“Si puniscono i genitori per le colpe dei figli ma non si fornisce alcun aiuto alle famiglie per fronteggiare il disagio giovanile. In Italia un ragazzo su sette soffre di un disagio mentale, e questi disturbi sono aumentati esponenzialmente dalla fine della pandemia. Il governo non indaga le cause del disagio ma manda un segnale molto chiaro ai giovani dicendo loro che non li aiuterà a superare le loro difficoltà, isolandoli e criminalizzandoli. Dal primo provvedimento contro i rave party fino a questo ultimo il governo Meloni ha usato solo la parola repressione, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: reati in aumento, sicurezza non garantita ed episodi di criminalità giovanile che continuano a verificarsi indipendentemente dalle misure messe in atto”.
“Cosa impedisce a Meloni di rendersi conto che per garantire la sicurezza ci vogliono più agenti delle Forze dell’ordine in giro nei quartieri, nelle piazze, nelle stazioni? Invece di continuare a sprecare i soldi per tenere aperti i centri immigrazione in Albania, faccia tornare gli agenti in Italia, ne avremo tutti un guadagno in termini di spesa pubblica e di maggiore sicurezza”, conclude la senatrice Musolino.




