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Aprile

PNRR e studentati, l’affondo di Musolino: «Enti locali espropriati per coprire i ritardi». E a Messina scoppia il caso Zanklon

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La senatrice di Italia Viva denuncia in Aula le deroghe urbanistiche a favore dei privati. Un sistema che finanzia con fondi pubblici opere destinate a rimanere sul libero mercato, con affitti alle stelle per gli universitari.

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Il traguardo dei 100mila posti letto per gli studenti universitari entro la fine del PNRR sembra sempre più un miraggio. E per tentare di recuperare il terreno perduto, il Governo accelera, puntando tutto sui privati e aggirando le competenze degli enti locali. È una vera e propria requisitoria quella pronunciata in Senato da Dafne Musolino, senatrice di Italia Viva, che ha puntato il dito contro le recenti mosse dell’esecutivo in materia di edilizia universitaria.

Rivolgendosi ai banchi del Governo, con una platea d’eccezione composta proprio da studenti e professori della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina in visita a Palazzo Madama, Musolino non ha usato mezzi termini. Il nodo della questione è il massiccio coinvolgimento dei soggetti privati, finanziati in gran parte con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per sopperire alla storica carenza di alloggi (partiti da una base di soli 40mila posti in tutta Italia).

La deroga urbanistica e l’attacco al Ministro

Secondo la senatrice, di fronte all’evidente impossibilità di centrare gli obiettivi nei tempi stabiliti, l’esecutivo avrebbe forzato la mano: «Siccome avete visto che non ci arrivate, perché siamo al 30 giugno e questi 100.000 posti letto sono ben lontani dall’essere realizzati, avete messo una deroga urbanistica», ha incalzato Musolino.

Il meccanismo denunciato in Aula prevede di fatto un esautoramento delle amministrazioni comunali: «Avete spogliato il Comune delle competenze in materia urbanistica e gli avete detto che non c’è bisogno di ottenere l’autorizzazione dal consiglio comunale, perché basta che il piano di secondo livello sia stato previsto nello strumento urbanistico generale. E il gioco è fatto». Un approccio che la senatrice bolla come un pericoloso “laissez-faire“, incompatibile con la corretta gestione della res publica: «Non è così che si realizzano le operazioni immobiliari, particolarmente quando sono destinate a incidere sul territorio. Non si espropriano gli enti locali dei loro poteri, non si introducono deroghe urbanistiche».

Il paradosso dei prezzi e l’emblema del caso Zanklon

Dietro lo scontro istituzionale si cela però un problema dalle ricadute sociali immediate per le famiglie. Il modello adottato prevede infatti che, pur beneficiando di ingenti iniezioni di liquidità pubblica tramite il PNRR, le strutture rimangano in uso ai privati. Saranno questi ultimi, di conseguenza, a dettare le regole del mercato e a stabilire i prezzi delle stanze destinate agli universitari. Un cortocircuito che rischia di vanificare la natura stessa del provvedimento, trasformando il diritto allo studio in un business inaccessibile.

Un esempio emblematico di questa distorsione si registra proprio qui a Messina, con il caso dello studentato Zanklon. Presentata come un’opportunità per l’accoglienza universitaria, la struttura propone in realtà tariffe che si discostano nettamente dal concetto di “prezzo popolare”, rendendo gli alloggi un lusso per pochi piuttosto che un servizio accessibile per la maggior parte degli iscritti all’Ateneo peloritano.

L’intervento della senatrice Musolino si è chiuso con un’amara sintesi politica sulle reali motivazioni del Governo: «Tutto questo sempre e soltanto per correggere il fatto che siete in ritardo sui tempi, e sapete benissimo che non ci arriverete». Una corsa contro l’orologio che, tra deroghe ai Comuni e speculazioni sui canoni d’affitto, rischia di presentare il conto più salato proprio agli studenti.

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