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ASSUNZIONI, PALETTE E PAR CONDICIO: IL “VIGILE” PRESIDENTE PERGOLIZZI E LA NOTA “ELETTORALE”

- 14/04/2026
pergolizzi de luca

A un mese dalle urne, il Presidente del Consiglio Comunale di Messina si trasforma in spin doctor della giunta uscente. E con tanto di carta intestata annuncia 29 assunzioni (ma se ne potranno fare solo 22 visti i fondi persi), in spregio all’articolo 9 della legge sulla par condicio. Ma per lui è solo un “impegno personale”.

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Partiamo da un punto ben fermo che è sancito da un articolo e da una legge, e che pertanto non può essere liquidata come “sciacallaggio” o come propaganda “anti” a prescindere. La legge in questione è la numero 28 del 22 febbraio 2000 e l’articolo è il 9. La norma stabilisce in modo chiaro che, dalla data di convocazione dei comizi elettorali fino alla chiusura delle urne, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione.

L’unica deroga consentita riguarda le comunicazioni effettuate in “forma impersonale” e ritenute “indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni” (ad esempio: avvisi di protezione civile, scadenze fiscali, viabilità, emergenze sanitarie).

Fatta questa precisazione, definiamo allora il contesto e facciamo diretto riferimento al chi e al cosa. Partendo dal “cosa” si tratta della nota stampa inviata oggi dall’ufficio stampa del Comune di Messina dal “chi”, ovvero dal Presidente del Consiglio Comunale Nello Pergolizzi che annuncia lo scorrimento della graduatoria delle nuove assunzioni della Polizia Municipale.

E fin qui, un cittadino sprovveduto direbbe: che bravi, che efficienza svizzera (anche se non è più un complimento) in riva allo Stretto. Peccato che l’enfasi comunicativa del Presidente del Consiglio Comunale si schianti, a cento all’ora e senza cintura, contro il codice normativo e il minimo sindacale di regolarità istituzionale. Siamo davanti a un comunicato stampa ufficiale della Città di Messina , datato 14 aprile 2026, diffuso in piena “quaresima elettorale” (manca un mese al voto), che gronda autocelebrazione e promesse che scadono nel campo del mancato rispetto della comunicazione elettorale.

Il nostro, rispondendo alle richieste dei candidati idonei che hanno espresso “legittima preoccupazione” (che combinazione, si vota a breve e ci si preoccupa proprio ora), ci fa sapere di essersi attivato “immediatamente” presso gli uffici. E cosa scopre di così dirimente da non poter attendere l’apertura delle urne? Una folgorazione: il Piano Integrato del Comune prevede di assumere per tre anni ulteriori 29 unità di agenti. Non pago dell’annuncio, ci tiene a rivendicare il “risultato importante” delle 100 unità già assunte, un trofeo che a suo dire “testimonia il percorso già avviato dall’Amministrazione” uscente.

Ora, domandiamoci: cosa c’è di “impersonale” in un presidente di un organo di garanzia – teoricamente super partes – che si mette l’elmetto e fa il megafono dei successi di una specifica parte politica? Assolutamente nulla. E cosa c’è di “indispensabile per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”? Nemmeno l’ombra. Non è un bollettino della protezione civile per un’alluvione, sembra quasi una televendita mascherata da nota istituzionale. Si vanta il tesoretto di 728.550 euro scucito dal Fondo per la sicurezza urbana , e si annuncia trionfalmente che già “a partire dal mese di maggio si possa concretamente procedere all’assunzione”. Maggio. Il mese delle elezioni. Ma tu guarda alle volte le coincidenze del calendario.

Come se non bastasse, nella sua foga propagandistica, il buon Pergolizzi fa pure lo gnorri su un dettaglio non proprio trascurabile. Omette di ricordare, per esempio, che per il triennio 2024-2026 erano già arrivati i fondi ministeriali – quelli del cosiddetto Decreto Sicurezza – per assumere ben 37 agenti a tempo determinato e part-time per tre anni. Piccolo, fastidioso particolare sfuggito alla narrazione trionfale: le risorse relative alle annualità 2024 e 2025 sono andate allegramente in fumo, perse nei meandri dell’inettitudine amministrativa. Il risultato matematico di questo capolavoro? Di quei 37 sbandierati, a conti fatti se ne potranno arruolare al massimo 22. A meno che, s’intende, il Comune non decida all’ultimo minuto di raschiare il fondo del barile e metterci una pezza attingendo alle proprie casse, integrando le risorse perdute per salvare la faccia (e le promesse elettorali).

Alla fine del “capolavoro”, Pergolizzi, forse obnubilato dal sacro fuoco della campagna elettorale, evidentemente scappatagli la mano, mette nero su bianco una confessione che nemmeno il più ingenuo dei rei confessi scriverebbe. Egli ribadisce testualmente il suo “impegno personale, anche in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio per proseguire nello scorrimento delle graduatorie e nelle assunzioni. Avete letto bene: un comunicato stampa istituzionale, diffuso abusando del ruolo e delle risorse dell’ente, in cui si sbandierano posti di lavoro futuri citando esplicitamente la data in cui i cittadini andranno a votare.

Siamo al trionfo dell’uso privatistico della cosa pubblica? L’Agcom e i Corecom regionali, di solito, per infrazioni molto più sbiadite di questa comminano richiami formali e sanzioni salatissime. Qui non c’è solo la pistola fumante, c’è l’intero arsenale: la Legge 28 calpestata con l’aggravante dell’intento elettorale dichiarato. Trasformare la Presidenza del Consiglio Comunale nello spin doctor della propria fazione, offrendo posti di lavoro come volantinaggio elettorale a un mese dal voto, non è solo una scorrettezza sesquipedale. È un illecito sanzionabile che droga le basi stesse della competizione democratica. In attesa, si spera, che qualche autorità di garanzia si svegli e batta un colpo, staccando il megafono istituzionale a chi confonde il Municipio con il comitato elettorale del proprio partito.

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