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Scuole senza palestre, l’allarme di Cgil e Flc: a Messina solo il 23% degli istituti ha spazi per lo sport. “Fondi Pnrr ignorati”

- 01/04/2026
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I dati di Openpolis certificano il divario infrastrutturale: in provincia su 528 edifici solo 118 dispongono di una palestra. Il paradosso dei docenti di educazione motoria senza strutture e l’occasione persa dei finanziamenti europei.

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MESSINA – Il diritto allo sport e all’educazione motoria in Italia viaggia a due velocità, e Messina si ritrova, ancora una volta, nel vagone di coda. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Flc di Messina, che, analizzando i recenti dati diffusi da Openpolis sui divari territoriali, tracciano un quadro sconfortante sullo stato delle strutture sportive scolastiche nel territorio peloritano.

I numeri del divario: Messina sotto la media nazionale

Se a livello nazionale la media degli edifici scolastici dotati di una palestra o di una piscina si attesta su un già insufficiente 38%, con il Mezzogiorno drammaticamente staccato dalle regioni del Nord (dove si supera spesso la soglia del 50%), in Sicilia la carenza infrastrutturale diventa cronica.

Nella provincia di Messina i numeri parlano chiaro: su 528 edifici scolastici, appena 118 (pari al 23%) dispongono di una palestra. Un dato che sale timidamente al 31% se si guarda esclusivamente al capoluogo, ma che resta indicatore di un profondo disagio logistico ed educativo. Nelle aree interne e periferiche, denunciano i sindacati, la scuola rappresenta spesso l’unico presidio sociale e la mancanza di strutture si traduce in un immediato fattore di esclusione.

Il flop del Pnrr e l’occasione mancata

A rendere la pillola ancora più amara è la gestione dei fondi europei, teoricamente destinati proprio a ricucire questi strappi territoriali.

“Le risorse del Pnrr servivano per colmare i divari”, osserva senza mezzi termini il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti. “Analizzando i dati dalla piattaforma OpenPnrr si evince che né il Comune di Messina, né la Città metropolitana, hanno intercettato queste risorse. Solo due interventi sono previsti per la realizzazione di nuove palestre: una a Santa Teresa di Riva e una a Sant’Agata di Militello”.

Il paradosso della primaria e il rischio sociale

La carenza di impianti sportivi scolastici non è solo un problema edilizio, ma una vera e propria emergenza sociale. Lo sport a scuola rappresenta un argine fondamentale contro la dispersione scolastica e un veicolo vitale di inclusione e salute. In assenza di strutture pubbliche, avvertono Cgil e Flc, l’attività sportiva rischia di diventare un privilegio riservato esclusivamente ai ragazzi provenienti da famiglie con maggiori risorse economiche e culturali, allargando ulteriormente la forbice delle disuguaglianze.

A questa situazione si aggiunge un cortocircuito istituzionale di natura prettamente italiana, evidenziato dalla segretaria generale della Flc Messina, Patrizia Donato: “Da qualche anno è stata inserita la figura dell’insegnante di educazione motoria anche nella scuola primaria, ma le scuole messinesi non hanno le palestre. Un paradosso tutto italiano”.

L’appello conclusivo dei sindacati è rivolto alla politica: servono investimenti straordinari per colmare un ritardo strutturale inaccettabile. Investire nella scuola pubblica significa investire nella coesione sociale e nello sviluppo del territorio, perché il futuro e le opportunità di crescita delle nuove generazioni non possono, e non devono, dipendere dal luogo in cui nascono.

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