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8 marzo, CGIL “analisi e riflessioni su disuguaglianze e politiche di genere”

- 07/03/2026
cgil
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7 marzo 2026 – Ad oggi nella nostra regione si registra l’assenza di un
approfondimento vero rispetto al mondo del lavoro, ai contesti sociali, per un’azione volta al superamento di ogni disuguaglianza di genere, intergenerazionale come previsto dalla Strategia Nazionale per la parità di genere 2020/2025. E a questo si aggiunge il depotenziamento degli organismi di parità, che il governo nazionale vorrebbe accentrare creando un divario maggiore rispetto alla necessità di interventi mirati in ogni contesto, per le pari opportunità nel mondo del lavoro e per ogni discriminazione o molestie subite dalle donne. La situazione locale chiaramente risente di questa tendenza, gap salariali, di carriera, che creano un divario di genere che penalizza le donne di tutte le età e che
portano all’età della pensione un notevole gap di reddito tra uomo e donna in termini previdenziali, una riflessione che la Cgil Messina con il proprio Coordinamento donne lancia attorno all’8 marzo, giornata di consapevolezza e mobilitazione contro carenze e arretramenti per i diritti delle donne.


“Disoccupazione femminile, discriminazioni e violenze che possono essere di ogni tipo, economiche, psicologiche e fisiche, l’assenza di tutele e diritti che mette a serio rischio la libertà delle donne e l’autodeterminazione. L’8 marzo che è un altro momento di denuncia e di lotta ci consegna ancora questo”, dice la segretaria della Cgil Messina responsabile del Coordinamento donne Marcella Magistro.
“La condizione occupazionale delle donne rimane una sfida per il nostro territorio, insieme a un cambiamento culturale che appare ancora necessario”, osserva il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti.

“Una realtà – aggiunge la Cgil Messina con la segretaria con delega al mercato del lavoro Stefania Radici – che vede le donne occupate al 30,5% rispetto all’occupazione maschile che raggiunge il 54,9%. La situazione delle donne nei luoghi di lavoro a Messina, aggiornata all’inizio del 2025, presenta profondo divario strutturale rispetto agli uomini, in linea con le criticità del Mezzogiorno. Bassa occupazione, divario di genere, a Messina la retribuzione media oraria delle donne è bassa (circa 11,89 euro), e le donne sono più esposte a lavori precari,
part-time involontario”.

“Ricordiamo – prosegue la segretaria con delega alle politiche di genere Magistro – la lotta per il diritto al salario al 100% per le lavoratrici in gravidanza a rischio, che ancora in molte categorie del settore privato viene pagata all’80%. Sono tante le criticità, un esempio le donne a Messina soffrono spesso di “povertà lavorativa”, con contratti non adeguati alla loro formazione o necessità. Nell’area metropolitana, mancano servizi sanitari per le donne, è stato chiuso l’ambulatorio di endometriosi, esistente al Policlinico e per questo si aprirà una vertenza territoriale, mancano i consultori, centri per l’osteoporosi.
Un servizio di ivg che per 108 comuni ha solo un punto non sufficiente, e anche per questo sono stati promossi sit-in e formulato richieste precise”.
Il Coordinamento donne con la Cgil Messina chiede un piano straordinario per l’occupazione femminile, politiche attive per l’occupazione, un welfare sociale adeguato, potenziamento della medicina di genere, corretta applicazione della 194, consultori, inclusione, cabina di regia per il contrasto alla violenza di genere, diritto al salario al 100% anche nel caso di gravidanza a rischio.


“Crediamo sia importante lavorare insieme tutte e tutti – evidenzia Marcella Magistro – per questo il Coordinamento donne, e la Cgil, è presente nei tavoli del Comune, della Camera di commercio e ove occorre. Di recente abbiamo firmato insieme ad altre realtà il codice degli appalti che devono necessariamente contenere norme obbligatorie non discriminanti per le donne. Nello stesso tempo lavoriamo per la costruzione di una città a misura delle donne, come il nome del nostro progetto lanciato due anni fa che ci ha visto impegnate in rete con associazioni e realtà territoriali, e oggi anche con la presenza in uno spazio sociale pubblico comunale che diventa nelle iniziative urbane declinate al femminile un’opportunità di crescita autodeterminazione, e benessere per le donne”.

Il Coordinamento donne con la Cgil il 9 marzo parteciperà allo sciopero
proclamato per quella data, alle 17 sarà nella galleria Vittorio Emanuele insieme alle categorie, a cittadini e cittadine.

Il 10 marzo, alle 17:30 nello spazio “Muricella”, presenterà una fanzine costruita
insieme ai contributi di chi ha partecipato ai laboratori organizzati in rete con la città, sulle parole, il significato, la declinazione al femminile e gli stereotipi contenuti nel linguaggio sessista, proponendo parole e politiche di genere per i diritti.
A breve verrà presentato un report, con dati e proposte per ottenere quella parità di genere, necessaria e garantire alle donne uguali diritti e opportunità.