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Disabilità, Musolino (IV) alla UIL: “Riforma a costo zero che scarica i problemi sui Patronati. Senza risorse il ‘progetto di vita’ resta uno slogan”

- 03/03/2026
musolino uil

Messina, 3 marzo 2026 – Una riforma che parte da principi condivisibili ma che, alla prova dei fatti, si scontra con l’assenza di coperture finanziarie e scarica il peso burocratico e organizzativo sui corpi intermedi e sugli enti locali. È la dura analisi tracciata oggi dalla Senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, nel corso del suo intervento al convegno organizzato dalla UIL sulla VIS, la nuova disciplina per l’accertamento della disabilità.

“La legge delega del 2021 nasceva con le migliori intenzioni, ovvero superare la visione assistenzialista per mettere al centro l’individuo e il suo progetto di vita. Ben venga l’introduzione di un procedimento unico di accertamento che affida all’INPS il ruolo di unico organo accertatore, semplificando la vita ai cittadini. Tuttavia, gli aspetti pratici dell’attuazione rivelano profonde criticità”. Lo dichiara in una nota la Senatrice Dafne Musolino.

“Il Governo sta attuando una riforma senza metterci le risorse economiche necessarie. Il risultato è un inaccettabile scaricabarile sui Patronati, che si ritrovano investiti del compito di fare da intermediari per una mole enorme di pratiche senza ricevere alcun rafforzamento o fondo aggiuntivo. I Patronati svolgono una funzione sociale fondamentale di ascolto e intermediazione per i cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi, e non possono essere gravati da nuovi adempimenti a costo zero”.

“Non si fa vera inclusione sociale solo a parole. Il ‘progetto di vita’ diventa una dichiarazione di buoni principi vuota se poi, nel concreto, le famiglie vengono lasciate sole a districarsi tra servizi frammentati o inesistenti. È impensabile erogare prestazioni in modo svincolato l’una dall’altra. E c’è un tema enorme che riguarda l’uguaglianza territoriale. Se i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non vengono garantiti uniformemente, e se demandiamo ai Comuni o alle Regioni l’erogazione di servizi fondamentali come il trasporto pubblico gratuito per gli studenti con disabilità, creiamo un’Italia a due velocità. Chi vive in una Regione in difficoltà finanziaria avrà meno diritti”.

“Siamo ancora in tempo per migliorare l’impianto. Ma serve un cambio di approccio strutturale: occorrono risorse certe e un’interlocuzione vera con i territori e con i sindacati, per evitare che una riforma nata per garantire diritti si trasformi nell’ennesima corsa a ostacoli per i più fragili”.