
ROMA, 08 GEN – “Il processo penale digitale, che doveva partire dall’1 gennaio, si è infranto contro il malfunzionamento dell’app del processo. Nonostante il Csm avesse avvisato che l’app, che dovrebbe gestire tutti i passaggi procedurali (dai verbali di udienza fino al deposito della sentenza) presentava diversi malfunzionamenti, il Ministero della giustizia non ha inteso concedere proroghe. La conseguenza è che nella gran parte dei Tribunali è stato necessario ripristinare la carta per scrivere verbali, assumere le prove e depositare le sentenze“. Lo afferma in una nota la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.
“Ma non è solo il malfunzionamento dell’app ad avere determinato il fallimento di questa partenza: pesano anche l’assenza di postazioni telematiche nelle aule e la mancata formazione degli operatori coinvolti nella gestione del processo. Tutto ciò era stato ampiamente denunciato ma è rimasto un appello inascoltato. Questa è l’ennesima dimostrazione – prosegue la senatrice di Iv – di come la narrazione trionfalistica del Governo sull’attuazione del PNRR, di cui la digitalizzazione del processo costituisce un importante obiettivo, finisca sempre con il naufragare a causa della incapacità di gestire i passaggi pratici e dare ascolto agli operatori del settore, causando danni le cui conseguenze ricadono sempre sui cittadini“.

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