“Il diritto alla salute è, ormai, costantemente dileggiato e assolutamente non garantito”. Lo scrive Nunzio Musca, UIL Pensionati, in merito alla situazione drammatica delle lunghe liste d’attesa per le visite specialistiche garantite negli ambulatori del’ASP. “Ci vengono segnalati da numerosi assistiti, ammalati e pazienti del nostro territorio, scrive Musca, le gravi difficoltà relative alla fruizione, in tempi ragionevoli, delle visite specialistiche negli ambulatori dell’Asp di Messina a causa di lunghissime liste d’attesa con prenotazioni che, addirittura, arrivano a 12 mesi, e anche oltre, dalla data odierna. Si tratta di una situazione gravissima ed inaccettabile che, in primo luogo, mal si concilia con la necessità di una diagnosi precoce e con la cura tempestiva al fine di evitare situazioni irreversibili per la salute dei cittadini“.
“Dobbiamo, inoltre, segnalare che tantissimi pazienti ed ammalati, dopo una lunghissima attesa ed a pochi giorni dalla sospirata visita sono contattati per il rinvio della prestazione specialistica a causa dell’assenza del medico, collocato in pensione, come se questa non fosse già ampiamente programmata, o, comunque, per altra cause che, in una realtà normale, avrebbe dovuto semplicemente portare alla sostituzione con altro specialista“. Un quadro, insomma drammatico e surreale quello descritto da Musca nella sua nota che denuncia un “atteggiamento che evidenzia l’assoluta inadeguatezza dell’organizzazione del servizio. Una beffa, continua Musca, di cui sono vittime, soprattutto, le persone fragili ed economicamente più deboli, come i nostri pensionati che non possono permettersi alternative alla cura nelle strutture pubbliche!“
Serve, dunque, secondo Musca, una riorganizzazione non più rinviabile della medicina specialistica territoriale con l’incremento delle ore nelle branche mediche di maggiore afflusso, l’implementazione dei medici specialistici e delle attrezzature necessarie alla diagnosi, anche alla luce del fatto “che stiamo vivendo un momento di gravissima crisi economica che sta colpendo le famiglie e le fasce più deboli della popolazione, a partire proprio dai pensionati“.
Serve, in sostanza, “la giusta sensibilità da parte delle istituzioni sanitarie, affinché si diano finalmente risposte concrete alle famiglie e, soprattutto, ai pensionati che percepiscono assegni che oggettivamente, nella stragrande maggioranza dei casi, non consentono di condurre una vita decente e dignitosa“.
E’ così che drammaticamente, accade che “in moltissime circostanze i pensionati sono costretti a rinunciare alle cure in quanto non possono permettersi di rivolgersi alle strutture private”.
“Noi non accettiamo tutto questo e metteremo in campo ogni iniziativa per dare ai pensionati del nostro territorio la giusta assistenza sanitaria” conclude la nota di Musca.



