
Le famiglie accusano l’Asp: «Da quasi due anni aspettiamo risposte». L’inchiesta giudiziaria prosegue con 17 indagati. Dopo la perizia che ha ricostruito le gravi carenze del sistema sanitario, i legali delle persone danneggiate denunciano il silenzio dell’Azienda sanitaria sui risarcimenti e sulle garanzie per il futuro.


Otto mesi per conoscere l’esito di un esame istologico. Otto mesi durante i quali una diagnosi oncologica è rimasta sospesa, mentre la malattia progrediva e le possibilità di intervenire tempestivamente si riducevano. È quanto accaduto a Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara del Vallo che, con la propria denuncia, ha portato alla luce lo scandalo dei circa tremila referti istologici rimasti per mesi nei laboratori dell’Asp di Trapani senza essere comunicati ai pazienti. La docente è morta nell’ottobre del 2025, dopo avere avuto il tempo di raccontare la propria vicenda anche davanti al giudice, nel corso dell’incidente probatorio.
A quasi due anni dalla prima denuncia, la vicenda giudiziaria è ancora aperta e le famiglie coinvolte lamentano un’altra attesa, questa volta per ottenere dall’Azienda sanitaria un confronto sui risarcimenti, una spiegazione delle responsabilità organizzative e almeno delle scuse. Richieste che, secondo i loro avvocati, sono rimaste senza risposta.
La denuncia arriva dai legali Vita Maria Ippolito, Riccardo Marceca, Vito Livadia, Salvatore Accardo e Niccolò Grossi, che assistono alcune delle persone offese nell’inchiesta. In una lettera diffusa il 7 ottobre, i cinque professionisti contestano apertamente l’atteggiamento dell’Asp di Trapani e chiamano in causa anche le istituzioni politiche territoriali, alle quali chiedono di intervenire per ottenere risposte che ritengono ormai indifferibili.
I legali riferiscono di avere ripetutamente sollecitato l’Azienda sanitaria ad aprire un’interlocuzione sui ristori destinati alle famiglie colpite. Ma, scrivono, «non è pervenuto alcun riscontro». E aggiungono che a questa mancata interlocuzione si accompagna l’«assenza di formali e sentite scuse» nei confronti dei cittadini che hanno subito le conseguenze dei ritardi diagnostici.
L’inchiesta della Procura di Trapani, intanto, procede. Dopo l’incidente probatorio concluso a giugno davanti al gip Massimo Corleo, gli atti e la perizia specialistica sono tornati nella disponibilità dei magistrati inquirenti. Le persone inizialmente indagate erano 19, tra medici, infermieri e altri operatori sanitari degli ospedali di Trapani e Castelvetrano. Per due infermiere è stata chiesta l’archiviazione, mentre le posizioni ancora al centro degli accertamenti sono 17. Nelle scorse settimane sono stati notificati gli avvisi relativi alla proroga delle indagini.
La relazione peritale, lunga oltre 500 pagine, ha ricostruito un sistema nel quale, secondo i consulenti nominati dal giudice, le carenze non si limitavano alla disponibilità di personale. A non funzionare adeguatamente erano anche i meccanismi di controllo dei tempi di refertazione, il coordinamento tra i reparti e le procedure attraverso le quali seguire il paziente dal prelievo del campione alla comunicazione della diagnosi.
In diversi casi l’attesa ha superato gli otto mesi. Tra i referti consegnati tardivamente figuravano anche centinaia di diagnosi oncologiche. La Procura dovrà accertare le responsabilità individuali e valutare, per ciascuna vicenda, l’eventuale relazione tra il ritardo diagnostico e il peggioramento delle condizioni di salute. Accertamenti che richiedono valutazioni mediche e giuridiche distinte dalle responsabilità organizzative emerse nella ricostruzione peritale.
Lo scandalo aveva già provocato un terremoto ai vertici dell’Azienda sanitaria. Ferdinando Croce, allora direttore generale dell’Asp, si era dimesso nel maggio del 2025 dopo la sospensione decisa dalla Regione e le polemiche suscitate dalla vicenda. Nel luglio successivo era arrivata Sabrina Pulvirenti, nominata commissaria straordinaria. Il cambio della direzione, tuttavia, non ha chiuso il confronto con i pazienti e con i loro familiari.Sul versante risarcitorio, un’iniziativa amministrativa risulta comunque avviata. Con una delibera del gennaio 2026, l’Asp ha affidato al medico legale Antonio Guajana una consulenza per valutare dieci richieste di risarcimento legate ai ritardi nella refertazione. Un incarico che documenta l’avvio di una valutazione tecnica, ma che non chiarisce se e quali risposte siano state successivamente fornite ai richiedenti, né risolve la contestazione avanzata ora dagli avvocati sulla mancata apertura di un confronto con i loro assistiti.
I legali, del resto, non chiedono soltanto un risarcimento economico. Vogliono conoscere le misure adottate per impedire il ripetersi di ritardi tanto gravi, sapere quali controlli siano stati introdotti e quali garanzie possano essere offerte oggi ai cittadini che si sottopongono a un esame diagnostico negli ospedali della provincia.
Domande che investono direttamente la direzione dell’Asp e la Regione Siciliana, alla quale spettano indirizzo e vigilanza sul sistema sanitario. Perché, indipendentemente dagli esiti dell’inchiesta penale, resta da spiegare come sia stato possibile accumulare migliaia di referti senza che i controlli intervenissero efficacemente e quali correttivi siano stati introdotti dopo la scoperta delle irregolarità.
La richiesta degli avvocati è rivolta anche agli amministratori e ai rappresentanti politici del territorio, chiamati a interessarsi pubblicamente delle conseguenze dello scandalo. Nella lettera si sollecita l’apertura di un canale di comunicazione con l’Azienda sanitaria che permetta di conoscere le iniziative adottate per garantire la sicurezza dei percorsi diagnostici e affrontare le richieste di ristoro dei pazienti danneggiati.
I cinque legali annunciano intanto che continueranno a tutelare nelle sedi competenti i diritti dei loro assistiti. Dall’Asp attendono un riscontro alle richieste già avanzate, mentre la Procura di Trapani dovrà decidere, al termine delle indagini prorogate, come procedere nei confronti delle persone ancora coinvolte nel procedimento.








