
Il 1° ottobre 2009 un’ondata di fango e detriti spazzò via i villaggi a sud di Messina. A 17 anni di distanza restano il dolore per le 37 vittime (di cui sei mai ritrovate), l’amarezza per un iter processuale senza colpevoli e le imponenti opere di messa in sicurezza a guardia di una comunità che non ha mai dimenticato.

Oggi, 1 ottobre, ricorre il diciassettesimo anniversario della tragedia che ha segnato per sempre i villaggi a sud di Messina. Una ferita fatta di 37 vite spezzate, di cui sei mai restituite alle famiglie, e di un territorio che porta ancora sul suo volto i segni di quella notte.
Non basta la parola “alluvione” per descrivere l’inferno che il 1° ottobre 2009 inghiottì Giampilieri, Scaletta Zanclea e i paesi limitrofi. In meno di ventiquattro ore, oltre 200 millimetri di pioggia si abbatterono sui versanti, innescando circa 300 frane. La terra, trasformatasi in colate rapide di fango e detriti spesse fino a tre metri, non scivolò lentamente a valle: spazzò via strade, sventrò le case, trascinò le auto verso il mare e isolò intere comunità, tagliando i collegamenti vitali come la Statale 114, l’autostrada A18 e la ferrovia Messina-Catania.

La geografia del dolore si concentrò a Giampilieri Superiore, che pagò il prezzo più alto con 19 morti, seguita da Scaletta Zanclea (10 vittime), Molino e Briga. La Protezione civile stilò alla fine un bilancio drammatico: oltre duemila evacuati e 37 vittime. Di queste, solo 31 corpi furono riconsegnati alle famiglie per i funerali, officiati il 10 ottobre nel Duomo di Messina. Sei persone non furono mai trovate. A distanza di 17 anni, è proprio quell’assenza a restituire la misura reale della catastrofe, il vuoto di chi non ha mai avuto un luogo dove piangere i propri cari. Le cronache ci hanno lasciato i nomi di chi non ce la fece, come Pasquale Bruno, Francesco De Luca o il poliziotto Roberto Carullo, travolti mentre cercavano scampo. Non un gelido elenco burocratico, ma decine di storie familiari interrotte all’improvviso.

Le allerte ignorate e la giustizia
La tragedia, però, non fu un evento del tutto imprevedibile. Il rischio idrogeologico di quest’area era già noto e un primo, grave campanello d’allarme era scattato con le piogge dell’ottobre 2007. Nonostante questo precedente, la vicenda giudiziaria legata alle responsabilità per la mancata prevenzione e manutenzione si è conclusa senza colpevoli: nel febbraio 2019, la Corte di Cassazione ha assolto in via definitiva gli ex sindaci di Messina e Scaletta Zanclea. Un epilogo processuale che ha messo la parola fine ai dibattimenti nelle aule, pur lasciando aperta la riflessione sul rapporto complesso tra l’uomo, il territorio e le istituzioni.

Un territorio che non dimentica
Oggi i luoghi del disastro sono profondamente cambiati. Le demolizioni e la ricostruzione, le imponenti opere di messa in sicurezza, i muri di contenimento e le canalizzazioni hanno ridisegnato i versanti montuosi. Per i tecnici sono interventi idraulici; per gli abitanti sono il confine di cemento che separa il prima e il dopo.
Per chi vive a Giampilieri, dimenticare è impossibile. La retorica del “non dimenticare” lascia qui il posto a una memoria cruda e quotidiana. Oggi Giampilieri non ha bisogno di diventare un simbolo astratto del rischio idrogeologico italiano. Resta un luogo vivo, abitato da persone reali, una comunità che, da diciassette anni, ha imparato a misurare il tempo partendo da quella notte di ottobre.

l bilancio definitivo dell’alluvione del 1° ottobre 2009 è di 37 vittime: 31 morti accertati, dei quali 30 identificati e una salma rimasta senza identità, e 6 dispersi i cui corpi non furono mai ritrovati: uno ad Altolia e cinque a Scaletta Zanclea.
I 31 morti accertati
- Monica Balascuta
- Carmela Maria Barbera
- Giuseppa Calogero
- Concetta Cannistraci
- Roberto Carullo
- Luigi Costa
- Elena De Luca
- Francesco De Luca
- Ilaria De Luca
- Agnese Falgetano
- Letterio Laganà
- Maria Li Causi
- Francesco Lonia
- Lorenzo Lonia
- Teresa Macina
- Leo Maugeri
- Christian Maugeri
- Letterio Maugeri
- Francesca Micali
- Pasquale Simone Neri
- Carmela Olivieri
- Katia Panarello
- Santina Porcino
- Maria Restuccia
- Martino Scibilia
- Maria Letizia Scionti
- Salvatore Scionti
- Onofrio Sturiale
- Giuseppe Tonante
- Salvatore Zagami
- Una persona mai identificata, la cui salma non ebbe mai un nome








