Messina, avvocato aggredito con l’acido da una cliente. Il racconto: “Mi sono salvato gli occhi grazie agli occhiali”

- 26/09/2026

Un agguato inaspettato, una scusa per avvicinarsi e poi il getto di liquido caustico. Pierfrancesco Broccio, avvocato messinese di 58 anni, è ricoverato in terapia intensiva al centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dopo essere stato aggredito con l’acido da una sua cliente.

Le sue condizioni sono serie, con ustioni profonde su circa il 20% del corpo. Dopo un primo passaggio al pronto soccorso del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina, dove è stato stabilizzato, i medici hanno disposto l’immediato trasferimento nella struttura etnea. Il legale si trova in prognosi riservata, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita.

È stato lo stesso Broccio, in dichiarazioni rilasciate all’Ansa, a ricostruire i drammatici istanti dell’aggressione: “Appena mi ha visto mi ha detto che voleva bere un poco d’acqua e inaspettatamente ha preso l’acido e me lo ha buttato addosso. Fortunatamente non è riuscita a prendermi negli occhi, anche perché avevo gli occhiali. Tuttavia mi ha preso nella parte bassa del volto, nel collo e in varie altre parti del corpo“. Attimi di terrore in cui la prontezza di riflessi è stata fondamentale. L’avvocato è riuscito a rifugiarsi all’interno della sua auto e a scappare verso il proprio studio. “Avevo tutti i vestiti bruciati dall’acido“, ha ricordato.

Sui motivi del gesto indagano ora i carabinieri del comando provinciale di Messina. La donna, dopo aver gettato il liquido corrosivo, si è data alla macchia. Gli investigatori sanno chi è e le ricerche sono in corso su tutto il territorio. Dietro la violenza potrebbero esserci vecchi attriti legati all’attività professionale. “Non ho avuto mai problemi con lei“, ha sottolineato Broccio. “Io sono alto un metro e novanta, quindi non avevo paura. Ma dopo quello che ha fatto ne ho avuta molta”. E sul movente, l’avvocato – noto in città anche per essersi candidato al Quartiere alle ultime elezioni nelle liste legate al sindaco Federico Basile – ha aggiunto un dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini: “L’unico episodio per il quale si sarebbe potuta arrabbiare in passato con me era che le avevo detto di dire la verità per un fatto del quale aveva accusato una persona, ma non pensavo potesse farmi questo ora“.

L’inchiesta prosegue a ritmo serrato per chiudere il cerchio attorno alla fuggiasca e chiarire definitivamente i contorni di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale.