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Siccità e Data Center in Sicilia, Musolino: “Il mancato efficientamento idrico danneggia cittadini e industria. Governo regionale incapace”

- 19/08/2026
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Messina, 19 agosto 2026 – “È mai possibile che un governo non riesca a coordinare un piano di gestione della crisi idrica che consenta di efficientare le risorse esistenti e garantire un servizio essenziale ai cittadini? In Sicilia ospitiamo ben sei data center. Quanto consumino in termini di energia e di utilizzo di acqua per gli impianti di raffreddamento è un dato quasi del tutto omesso: le informazioni non vengono divulgate, fatta eccezione per un singolo impianto che da solo assorbe circa 80 milioni di litri d’acqua all’anno. In questo quadro già di per sé critico, il ministro Urso annuncia un possibile nuovo insediamento per l’autunno, senza però fornire alcun particolare”. Lo dichiara la senatrice Dafne Musolino, vice capogruppo al Senato di Italia Viva – Casa Riformista.

La Sicilia continua ad essere messa in ginocchio dalla siccità. Una situazione drammatica – prosegue la senatrice Musolino – rispetto alla quale il governo Schifani non è stato capace di attuare alcuna misura risolutiva, permettendo anzi che l’emergenza si aggravasse ulteriormente. Il paradosso siciliano si scontra con numeri impietosi: circa il 50% dell’acqua si disperde nelle condutture fatiscenti e i 45 invasi dell’isola scontano decenni di scarsa manutenzione. Non è tollerabile che si sottragga l’acqua ai cittadini per garantire il raffreddamento degli impianti industriali, ma al tempo stesso non è neppure pensabile che i data center, infrastrutture nevralgiche, non possano lavorare perché non c’è acqua sufficiente. Di fronte a questo paradosso, il governo nazionale e quello regionale sono del tutto assenti e manifestamente incapaci di fornire risposte e soluzioni strutturali”.

Questa incapacità politica e amministrativa, certificata anche dalla Corte dei Conti, è ormai evidente a tutti – conclude la senatrice – e lo diventa ancora di più se consideriamo che nonostante la disponibilità di ben 239,6 milioni di euro di fondi europei destinati alle infrastrutture idriche primarie e 115,3 milioni di euro di fondi PNRR per la riduzione delle perdite, il problema non è stato risolto. Risorse enormi che, di fronte all’immobilismo di chi ci governa, non si traducono in servizi essenziali per i siciliani”.