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Franco Baresi, il giorno in cui il Capitano fece sognare Spadafora

- 01/08/2026

Nell’ottobre del 2021 la leggenda rossonera incontrò tifosi e stampa al Bar Sport di Nino Miceli. Un pomeriggio rimasto nella memoria della cittadina tirrenica, oggi colpita dalla scomparsa del campione

SPADAFORA – Fu una di quelle giornate destinate a restare nella memoria collettiva di una comunità. Per Spadafora una di quelle date è il 21 ottobre 2021, quando Franco Baresi, soprannominato “Kaiser Franz” o semplicemente “il Piscinin”, capitano per antonomasia del Milan e simbolo del calcio italiano, arrivò nella cittadina tirrenica e si fermò al Bar Sport di Nino Miceli.

Oggi quel ricordo assume un significato ancora più intenso. Franco Baresi è morto ieri, 31 luglio, all’età di 66 anni. Ad annunciarne la scomparsa è stato il Milan, che lo ha salutato come un battito del proprio cuore e come una presenza destinata a rimanere per sempre nella storia rossonera. Anche la Figc ha ricordato il campione del mondo del 1982, sottolineando il suo legame straordinario con la Nazionale e con milioni di italiani.

Per alcune ore, quasi cinque anni fa, quella storia era passata anche da Spadafora. Baresi si trovava nel Messinese per presentare la propria autobiografia, Libero di sognare. La giornata era iniziata nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, a Messina, ed era proseguita tra Ortoliuzzo, la scuola calcio di Torregrotta e il Museo del calcio siciliano di Nino Donia a San Pier Niceto. Intorno alle 17 era arrivato il momento della tappa spadaforese.

Ad attenderlo al Bar Sport c’erano i soci e i sostenitori del Milan Club locale, insieme a numerosi appassionati, cittadini e rappresentanti della stampa. Fu un’accoglienza calorosa, fatta di sciarpe rossonere, fotografie, strette di mano, libri da autografare e vecchi ricordi calcistici da condividere.

Baresi non si sottrasse. Con lo stile riservato che aveva caratterizzato tutta la sua carriera, si intrattenne con i presenti, firmò autografi e posò per le fotografie. Non servivano grandi discorsi. Per molti era sufficiente trovarsi per pochi istanti accanto all’uomo che aveva guidato una delle squadre più forti della storia del calcio.

Il Bar Sport di Nino Miceli, abituale punto di incontro degli appassionati rossoneri, diventò così il centro di un evento eccezionale per una cittadina che ha sempre vissuto il calcio con trasporto.

Quella di Spadafora non fu soltanto una tappa promozionale. Fu l’incontro ravvicinato tra il calcio vissuto davanti alla televisione e uno dei suoi protagonisti più grandi. Per una generazione cresciuta con le immagini delle notti europee del Milan, Baresi non era semplicemente un difensore: rappresentava il senso della posizione, l’anticipo, il coraggio e una fedeltà alla maglia diventata sempre più rara.

Vent’anni trascorsi esclusivamente con il Milan, sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quindici stagioni da capitano. Con la Nazionale vinse il Mondiale del 1982 e guidò gli azzurri sino alla finale di Usa ’94, giocando per 120 minuti contro il Brasile appena 25 giorni dopo un intervento al ginocchio. Il Milan ritirò la sua maglia numero 6, primo caso nella storia del club.

Ma al di là dei trofei, ciò che colpì anche durante l’incontro di Spadafora fu la normalità dell’uomo. Baresi arrivò senza atteggiamenti da divo, disponibile ad ascoltare le domande dei giornalisti e a condividere qualche minuto con ogni tifoso. Lo stesso spirito che attraversava Libero di sognare, un libro nel quale aveva scelto di raccontarsi partendo non dalle tante vittorie, ma dal rigore sbagliato nella finale mondiale del 1994.

Dopo l’incontro al Bar Sport, il tour proseguì verso Santa Lucia del Mela, dove Baresi partecipò a un’altra presentazione del volume organizzata dal Milan Club “Marco Van Basten”. Ma per Spadafora quel pomeriggio rimase un piccolo pezzo di storia: il giorno in cui uno dei più grandi difensori di sempre entrò in un bar del paese e si concesse senza distanze all’affetto della gente.

Oggi, davanti alla notizia della sua morte, quelle fotografie e quegli autografi acquistano un valore diverso. Restano la testimonianza concreta di un incontro che nessuno dei presenti avrebbe potuto dimenticare.

Franco Baresi era stato per decenni il Capitano di una squadra. Quel 21 ottobre 2021, per qualche ora, fu anche il capitano dei sogni calcistici di Spadafora.

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