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Inchiesta sul voto a Spadafora, revocati i domiciliari per Benedetto Bonaffini

- 08/07/2026

Il gip Salvatore Pugliese ha accolto l’istanza della difesa. Il settantunenne, incensurato, aveva sostenuto di essersi trasferito stabilmente a Milano fin dal 1972

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul presunto condizionamento mafioso delle elezioni comunali del 2024 a Spadafora, procedimento nel quale risulta indagato, tra gli altri, anche l’attuale sindaco Lillo Pistone.

Il giudice per le indagini preliminari Salvatore Pugliese ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Benedetto Bonaffini, 71 anni, accogliendo l’istanza presentata dal suo difensore, l’avvocato Antonio Roberti.

Nel corso dell’interrogatorio, Bonaffini aveva respinto le contestazioni e ricostruito la propria situazione personale e professionale. L’indagato aveva riferito di essersi trasferito a Milano nel 1972 e di avere avviato nel capoluogo lombardo un’attività commerciale nel settore delle carni. Aveva inoltre contestato la riconducibilità alla propria persona di alcune conversazioni telefoniche acquisite durante le indagini.

Nell’ordinanza di revoca, il gip ha valutato gli elementi emersi durante l’interrogatorio, rilevando un «allontanamento e un distacco, stabile e consolidato, dagli interessi inerenti il territorio di Spadafora».

Il giudice ha inoltre tenuto conto delle condizioni di salute dell’uomo, affetto da una grave patologia, della sua incensuratezza e dell’assenza di precedenti condanne per associazione mafiosa o per altri reati.

Tali circostanze, considerate nel loro complesso, sono state ritenute idonee a determinare una «pressoché totale obliterazione delle esigenze cautelari», facendo quindi venire meno i presupposti per il mantenimento degli arresti domiciliari.

L’inchiesta prosegue per fare luce sulle ipotesi investigative relative alle elezioni amministrative del 2024. Le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.