SINAPPE: “Fatto gravissimo. Feriti sei agenti. Piena solidarietà e plauso al personale intervenuto”
A distanza di soli tre giorni dall’ultima aggressione ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria, nella prima mattinata del 6 luglio 2026, presso la Casa Circondariale di Messina si è verificato un episodio di inaudita gravità, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche.
Quattro detenuti, già sottoposti al regime di sorveglianza particolare di cui all’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario, hanno messo in atto una vera e propria azione di rivolta all’interno dell’istituto messinese.
Secondo quanto ricostruito, i detenuti, approfittando del rientro dal passeggio e della fruizione di una telefonata, hanno assediato l’ispettore di turno presso l’ufficio della Sorveglianza Generale del carcere. Sono stati momenti di forte tensione e paura, caratterizzati dall’utilizzo di estintori, con conseguente dispersione dei fumi, e da aggressioni fisiche ai danni dello stesso ispettore.
La gravità della vicenda assume un rilievo ancora maggiore in considerazione del fatto che, tra il personale fisicamente aggredito, vi è anche il Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria di Messina, il quale, giunto immediatamente sul posto per fronteggiare l’emergenza e coordinare gli interventi necessari al ripristino dell’ordine e della sicurezza, è stato a sua volta vittima dell’aggressione, subendo numerosi calci da parte dei detenuti coinvolti.
Solo grazie al tempestivo, coraggioso e professionale intervento degli ulteriori agenti accorsi sul posto è stato possibile, con non poche difficoltà, contenere la situazione, ripristinare l’ordine e ricondurre i detenuti all’interno delle rispettive camere detentive.
Alla fine della grave vicenda, sono sei gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria rimasti feriti, costretti a ricorrere alle cure del sanitario.
Sul gravissimo accaduto è intervenuto il Vice Segretario Regionale del SINAPPE, Giovanni Spanò, che ha definito “folle e ingiustificabile” il gesto compiuto dai quattro detenuti.
“Quanto accaduto presso la Casa Circondariale di Messina — dichiara Spanò — rappresenta l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, costretto quotidianamente a operare in condizioni sempre più difficili, rischiose e non più tollerabili. La circostanza che a essere fisicamente aggredito sia stato anche il Comandante di Reparto rende l’episodio ulteriormente più grave e impone una riflessione immediata sulla tenuta complessiva della sicurezza all’interno dell’istituto”.
“È altrettanto grave — prosegue il Vice Segretario Regionale — l’atteggiamento di sostanziale inerzia ancora oggi mostrato dall’Amministrazione Penitenziaria regionale. Nonostante i più volte denunciati deficit strutturali dell’istituto che non consentono una corretta gestione dei detenuti facinorosi, e le reiterate richieste di allontanamento dei soggetti più problematici, nulla di concreto sembra essere stato fatto per prevenire situazioni ormai divenute ingestibili”.
Il SINAPPE esprime piena solidarietà e sincero plauso a tutti gli agenti coinvolti nella gestione dell’emergenza, che con coraggio, senso del dovere e altissima professionalità hanno evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
Particolare vicinanza viene espressa nei confronti del Comandante di Reparto della Casa Circondariale di Messina, che fin dal primo giorno del suo insediamento ha dimostrato massima dedizione, spirito di servizio e grande professionalità nell’esercizio del proprio delicato incarico.
Il SINAPPE chiede pertanto un intervento immediato e deciso da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché vengano adottati provvedimenti urgenti a tutela del personale e venga valutato senza ulteriore ritardo il trasferimento dei detenuti responsabili, la cui permanenza presso l’istituto messinese risulta ormai incompatibile con le esigenze di ordine, sicurezza e gestione interna.
“Non è più accettabile — conclude Spanò — che gli agenti di Polizia Penitenziaria vengano lasciati soli ad affrontare situazioni di estrema pericolosità. Servono risposte concrete, tempestive e non più rinviabili. La sicurezza del personale deve tornare a essere una priorità assoluta”.




