4 views 5 min 0 Comment

Terremoto a Sommatino: appalti truccati e tangenti, arrestato l’ex sindaco

- 07/07/2026
salvatore letizia sommatino

L’operazione “Scacco” svela un presunto sistema illecito radicato in Comune. Nel mirino dei Carabinieri la Sagra dell’Agricoltura e la gestione fraudolenta delle opere pubbliche.

CALTANISSETTA – Un presunto “sistema” illecito, capace di inquinare l’amministrazione locale a ogni livello, dall’organizzazione delle feste di paese fino all’assegnazione dei grandi appalti pubblici. È questo lo scenario delineato dall’operazione “Scacco”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caltanissetta, che ha decapitato i vertici politici e tecnici del Comune di Sommatino.

Il Gip Lorena Santacroce, su richiesta della Procura nissena, ha disposto sei misure cautelari per reati che vanno dalla concussione alla corruzione, fino all’induzione indebita. Le accuse, che andranno accertate nel corso dell’iter giudiziario per via della presunzione di innocenza, hanno portato agli arresti domiciliari l’ex sindaco Salvatore Letizia.

L’attentato e la genesi dell’inchiesta

Tutto inizia in un clima di tensioni e criminalità. È il 9 maggio 2024 quando ignoti esplodono alcuni colpi di arma da fuoco contro l’auto dell’allora primo cittadino. Da quell’intimidazione, i militari dell’Arma non si sono limitati a cercare i sicari, ma hanno scoperchiato il vaso di Pandora della politica locale. Oltre un anno di intercettazioni, pedinamenti, analisi dei circuiti di videosorveglianza e audizioni hanno fatto emergere una gestione amministrativa che la Procura definisce fortemente piegata a interessi privati.

Il “pizzo” sulla Sagra dell’Agricoltura

Tra gli episodi più emblematici spicca la gestione della fiera “Sagra dell’Agricoltura – Sommatino sei Tu”, svoltasi nel novembre 2024. Secondo l’ipotesi accusatoria, il vertice dell’amministrazione – sindaco, vice sindaca e assessore al Turismo – avrebbe trasformato l’evento in una fonte di guadagno illecito.

Ai commercianti sarebbero stati richiesti tra i 40 e i 150 euro al giorno per il semplice allaccio alla rete elettrica e per poter lavorare in tranquillità. Chi esitava veniva minacciato del distacco della corrente o di futuri boicottaggi. Le “offerte” non erano solo in denaro: i titolari di un ristorante avrebbero garantito pranzi e cene gratuiti ad amministratori e familiari pur di non pagare dazio. Il tesoretto illecito della kermesse, secondo una prima stima, ammonterebbe a circa 11 mila euro.

Il bancomat dei lavori pubblici

L’Ufficio tecnico comunale rappresenta il secondo macro-capitolo dell’inchiesta. Al responsabile pro tempore vengono contestati svariati episodi corruttivi, che mostrano una preoccupante disinvoltura nella gestione del denaro pubblico. Tra le contestazioni figura una tangente richiesta, sebbene rimasta senza esito, di ben 50 mila euro su un appalto da quasi un milione per la messa in sicurezza di un costone roccioso. Sul fronte dell’edilizia scolastica, per l’affidamento di lavori a un asilo nido del valore di oltre 757 mila euro, il funzionario avrebbe invece incassato la promessa di una mazzetta da 5 mila euro. Nel registro degli indagati compaiono inoltre regali tecnologici, come smartphone di fascia alta e computer, uniti a somme in contanti ricevute per agevolare l’iter di diverse pratiche amministrative.

Lo stratagemma di Villa Garibaldi

C’è poi il capitolo della riqualificazione di Villa Garibaldi. In questo caso, un imprenditore avrebbe versato una tangente complessiva da 45 mila euro da spartire tra l’ex sindaco, il capo dell’Ufficio tecnico e il professionista incaricato della progettazione. La contropartita pattuita sarebbe stata l’affidamento diretto di due lotti e la promessa di futuri incarichi relativi al cimitero comunale. Per aggirare il Codice dei contratti pubblici, i lavori sarebbero stati spacchettati ad arte, mantenendoli artificiosamente sotto la soglia che obbliga alla gara a evidenza pubblica.

Le misure cautelari

L’operazione ha ridisegnato i vertici della cittadina con una serie di provvedimenti restrittivi. Il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex sindaco Salvatore Letizia e per l’imprenditore Diego Caramazza, ordinando contestualmente a carico dell’ex primo cittadino il sequestro preventivo di 15 mila euro, somma che sarebbe stata incassata illecitamente in uno degli episodi contestati. La scure della giustizia si è abbattuta anche sull’apparato tecnico ed economico: misure interdittive sono state applicate al responsabile dell’Ufficio tecnico Roberto Alotta, all’architetto Calogero Vendra e agli imprenditori Luigi e Lorenzo Pulci.

Per la vice sindaca e l’assessore al Turismo, coinvolti nel filone della Sagra, il giudice ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza per l’ipotesi di concussione ma non ha applicato misure cautelari, ritenendo che le loro recenti dimissioni abbiano fatto decadere le esigenze di custodia o interdizione. Il terremoto politico e giudiziario, intanto, ha già travolto l’amministrazione di Sommatino.