10 views 4 min 0 Comment

Annunci, archivio storico con ragnatele, Ecce Homo “di passaggio” e fontane senz’acqua: la fiera dei “risultati concreti” della giunta Basile

- 02/07/2026

Il vertice col ministro Giuli partorisce il solito trionfalismo istituzionale. Ma tra l’Archivio esiliato a Riposto e l’Ecce Homo solo di passaggio, l’unico vero traguardo è l’inaugurazione di un’opera asciutta in una città che ha sete.

Nel vocabolario della lingua italiana, alla voce “risultati concreti”, si intendono solitamente opere concluse, tangibili e misurabili. Sono i traguardi che si annunciano dopo aver tagliato il nastro (quello serio e definitivo). Tutto il resto – i verbi declinati rigorosamente al futuro, i “stiamo facendo“, i “siamo a un passo da” – appartiene alla sconfinata e gloriosa categoria delle buone intenzioni. O, più prosaicamente, alla solita narrazione sensazionalistica utile soltanto a mascariare il nulla cosmico.

E’ quel che si legge e si intravede nell’ultimo, trionfale comunicato diramato dal Comune di Messina a margine del memorabile vertice tra il sindaco Federico Basile e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. E a leggerlo, pare di essere alla vigilia di un nuovo Rinascimento peloritano. Poi, però, si sbatte contro la realtà dei fatti.

A ottobre scoccherà il primo anniversario della deportazione dell’Archivio di Stato a Riposto. Un autentico capolavoro di ignavia e di ritardo dell’amministrazione comunale, sempre rigorosamente targata Basile. Il sindaco non può nemmeno esercitarsi nel classico sport dello scaricabarile e piagnucolare sulle colpe di “quelli che c’erano prima”, visto che in continuità politica ci sta proprio lui. Eppure, dopo oltre otto mesi di profondo letargo istituzionale, Basile si ricorda solo ora di interloquire con Giuli. Il motivo di questo improvviso e illuminato risveglio? Nessuna fine strategia diplomatica, ma un banale incrocio logistico: il Ministro passava da queste parti, e ce l’aveva letteralmente “a portata di mano”.

Ma veniamo al sodo dell’annuncite. Il primo cittadino vanta, testuale, “risultati concreti per Messina“. Quali, di grazia? Dopo otto mesi, la memoria storica della città continua a prendere polvere e ragnatele in trasferta. In compenso, la grande e commossa sensibilità al problema mostrata da Giuli si è materializzata in una sede per l’archivio storico che ospita solo i dipendenti. I documenti no, quelli restano a Riposto. Insomma, abbiamo inventato il primo “archivio per corrispondenza” della storia repubblicana.

Poi c’è l’impareggiabile equilibrismo verbale sull’Ecce Homo di Antonello da Messina. Basile si batte il petto e dichiara solenne: “Per il quale esiste già una calendarizzazione del percorso espositivo nazionale che prevede anche la tappa a Messina. Ho richiesto e sostenuto con determinazione che la città natale dell’artista sia parte centrale di questo itinerario”.

Traduzione dal politichese: il sindaco ha lottato come un leone, battendo i pugni sul tavolo, per rivendicare un evento che era già stato deciso e pianificato da tempo. Era già tutto in programma. E il bello (o il tragico) è che l’Ecce Homo, come ha ribadito candidamente lo stesso Giuli smontando in tre secondi la narrazione municipale, a Messina ci fa solo una passeggiata. Ci passa, saluta e se ne va. Non si ferma.

Di fermo, per ora, c’è solo quello che il Ministro ha lasciato in dote al termine della gita peloritana: l’inaugurazione di una bellissima fontana, ferma. Rigorosamente senz’acqua, in perfetta, macabra e quasi poetica coerenza con la condizione di una città perennemente a secco. Ciliegina sulla torta: l’opera è di fattura romana (dell’artista  Piero Pizzi Cannella). Perché evidentemente, in tutta Messina, di artisti capaci di scolpire una fontana, magari non asciutta, vista la crisi idrica, non se ne trovavano.

P.S. A presidio di chiarezza: l’area chiamata “Agorà dello Stretto” è il risultato concreto (anche se non condivisibile fino in fondo) per il quale i messinesi devono ringraziare l’Autorità di Sistema dello Stretto. Il Comune non c’entra.

GIUBE