Spumante rosé: il nuovo protagonista (super raffinato) dell’aperitivo

Per decenni e decenni, l’immagine del vino perfetto per l’aperitivo è stata associata soprattutto al Prosecco, il simbolo delle bollicine italiane. Un primato più che giustificato, dato che parliamo del vino più bevuto al mondo. I suoi numeri, però, non devono portare a trascurare altre alternative ugualmente speciali.

Una di queste è lo spumante rosé, che è rimasto per lungo tempo purtroppo in ombra. Di recente, con l’importanza che l’aperitivo ha acquisito nella quotidianità, anche grazie alla possibilità di organizzarlo a casa, stiamo assistendo a una sua parentesi di fortuna.

Tra i motivi del suo successo, oltre alla costante ricerca di bianchi dal sapore elegante, troviamo anche alcune caratteristiche che lo rendono perfetto per la primavera e l’estate, due parentesi dell’anno nel corso dei quali l’aperitivo, sia esso in terrazzo o ai tavolini di un locale trendy, è praticamente d’obbligo.

Come si può leggere in un articolo del blog sul vino dell’e-commerce Tannico, punto di riferimento senza eguali per chi ama bere bene, la produzione del rosé metodo classico prevede quasi sempre come punto di partenza l’utilizzo di Pinot nero vinificato in bianco.

Il successivo processo di cessione di calore al mosto porta alla creazione di un vino in cui convivono l’incanto fruttato del Pinot nero, tra sentori di frutti rossi e pane tostato, e la struttura tipica degli spumanti metodo classico.

I grandi fan del Prosecco che, anche solo per una volta, vogliono provare qualcosa di diverso possono partire con un Crémant d’Alsace Brut Rosé. Questo spumante rosé è il massimo per chi vuole gustare la ricchezza del bouquet del Pinot nero, lasciandosi incantare da richiami di lampone, frutti rossi e lievito.

Chi, invece, da vini morbidi come il Franciacorta vuole provare qualcosa di decisamente più minerale, può portare in tavola in occasione del prossimo aperitivo una bottiglia di Trento Brut Rosé DOC Talento. Questo vino stupisce già solo con il colore. 

Il suo rosa tenue, infatti, è il massimo per chi, nei momenti di convivialità, si focalizza pure sull’eleganza. Particolarmente amato come abbinamento con gli antipasti classici, si contraddistingue per una spiccata delicatezza al sorso. In tale istante, il palato è inebriato da sentori di mandorla dolce e di muschio. Non mancano, infine, gli accenti di fragola selvatica e lievito. 

Parliamo a questo punto di chi cerca un vino raffinato ma ha intenzione di puntare su qualcosa di diverso dallo champagne. Tra gli spumanti rosé spicca un’alternativa straordinaria: il Trento Riserva Doc Perlé Rosé. Riserva con 60 mesi minimo di affinamento, colpisce con la sua complessità e il perlage finissimo, senza dimenticare il dolce fascino dei sentori di fragola e ciliegia.