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Scontro ATM-Sindacati a Messina, ultimo botta e risposta: “Gestione feudale, inevitabile lo sciopero”​

- 15/05/2026
atm

Il clima si infiamma nuovamente attorno al trasporto pubblico messinese. Filt-CGIL, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti hanno indirizzato una dura nota, datata 15 maggio 2026, all’Amministratore Unico di ATM S.p.A., l’Avv. Pietro Cami, avente ad oggetto il “presente, passato e futuro della gestione ATM”. Al centro del dibattito c’è un botta e risposta sulle presunte strumentalizzazioni della storia aziendale, che secondo i rappresentanti dei lavoratori starebbero mascherando le vere ragioni del malcontento.

Le organizzazioni sindacali denunciano una pesante continuità con i metodi di un tempo. Quel passato, da loro descritto come ampiamente documentato e segnato da vessazioni contro i dipendenti, sarebbe ancora vivo all’interno dell’azienda, con figure che continuano a ricoprire ruoli gestionali grazie al benestare dell’attuale dirigenza. È proprio questa continuità e l’utilizzo di modalità gestionali definite di “conosciuto stampo feudale” ad aver esasperato il personale, spingendolo alla mobilitazione e allo sciopero.

​Il comunicato sindacale mette in luce quella che viene definita un’evidente incoerenza da parte del management aziendale sull’uso della memoria storica. I sindacati riportano infatti come, in un estratto del 14 maggio 2022, la stessa ATM censurasse i richiami alle gestioni precedenti, ricordando che il passato è tale e che continuare a evocarlo rappresentava un uso erroneo del termine. Tuttavia, in una più recente nota del 25 aprile 2026, l’azienda ha utilizzato un approccio opposto, sostenendo che lo sciopero sarebbe stato paradossalmente utile per ricordare alla cittadinanza i continui ritardi o l’assenza totale degli autobus prima che il servizio venisse affidato ad ATM S.p.A. a partire da giugno 2020. Un paradosso con il quale il richiamo al passato viene respinto se sollevato dai lavoratori, ma utilizzato dall’azienda per sminuire le ragioni della protesta.

Le sigle sindacali annunciano la volontà di non dare seguito a ulteriori polemiche che non siano mirate ad affrontare e risolvere concretamente i gravi problemi denunciati dal personale. Ribadiscono, tuttavia, la piena disponibilità a un confronto, a patto che questo non sia viziato dalle imposizioni e dai metodi autoritari, ereditati dalle vecchie gestioni, che continuano a fomentare le proteste dei lavoratori.