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Autostrade Siciliane, “Io non sono indifferente”: la scure sugli ALBERI diventa un caso. Indagini in corso e richiesta di dimissioni dei vertici CAS

- 05/05/2026
alberi cas

Il caso si aggrava: non solo l’assenza di permessi, sui tagli indiscriminati in A18 e A20 si muove la Procura.

Il massiccio piano di abbattimento del patrimonio arboreo lungo le tratte autostradali siciliane si è inevitabilmente trasformato in un acceso scontro istituzionale, ambientale e, adesso, anche giudiziario. A guidare la mobilitazione è il comitato “Io Non Sono Indifferente“, che ha scoperchiato il caso, mettendo nel mirino il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS).

L’accusa è grave: aver proceduto a tagli indiscriminati in assenza dei necessari via libera paesaggistici e ambientali. Una situazione che ha spinto il comitato a invocare le dimissioni dell’intero vertice del Consorzio e a sollecitare un intervento diretto e immediato da parte dell’Assessore regionale delle Infrastrutture, Alessandro Aricò.

A supportare le denunce del comitato vi sono riscontri formali inequivocabili, emersi dalle istanze di accesso agli atti presentate dalle associazioni territoriali. Il primo tassello di questo mosaico è un documento ufficiale datato 27 aprile 2026. In risposta a una formale richiesta avanzata da Daniel Carnabuci, rappresentante dell’Associazione Serapide APS, avente ad oggetto proprio le “verifiche delle condizioni ambientali, paesaggistiche e fitostatiche” relative ai tagli sulle autostrade A18 e A20 , il Soprintendente Selima Giorgia Giuliano ha rilasciato una dichiarazione, è il caso proprio di dirlo, tranciante. Il documento certifica che “all’archivio dello scrivente Servizio non è stato riscontrato alcun atto”. Un vuoto burocratico che, come sottolineato dal comitato stesso, lascia dedurre che “l’Assessorato non abbia rilasciato al CAS alcun benestare“.

Ma la vicenda non si ferma al solo perimetro amministrativo. A far elevare il livello di allarme è un secondo documento, che getta un’ombra ben più spessa sull’intera operazione. Il Comando Corpo Forestale della Regione Siciliana, nello specifico l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina, ha declinato l’invito del CAS a una riunione convocata per discutere gli “Interventi di taglio alberi di alto fusto lungo la tratta autostradale A20″. Nella nota del 10 aprile 2026, firmata digitalmente dal Dirigente Giovanni Cavallaro, si legge una motivazione che non ammette repliche: gli interventi sotto esame “sono oggetto di indagini di Polizia Giudiziaria da parte di questo Comando Provinciale”, ragione per cui il Corpo Forestale “non parteciperà alla riunione de quo”.

A questo quadro si aggiungono, secondo la denuncia di “Io Non Sono Indifferente”, ulteriori anomalie relative alla Valutazione di Incidenza (VINCA). Dal portale del CAS, sottolinea il comitato, non risulterebbe “alcuna autorizzazione VINCA per le aree ricadenti in zone Natura 2000″, ovvero quelle misure preventive rese obbligatorie dalla legge per valutare e scongiurare effetti negativi dei progetti sull’ambiente circostante.

Nel suo documento, il comitato fa ricorso anche alla forza delle parole, citando il naturalista John Muir: “Gli alberi non possono né difendersi né scappare“, ed in più, aggiungiamo noi, non possono neanche parlare. Un manifesto programmatico per un’azione a tutela del territorio che non intende arretrare. La richiesta è di bloccare un modus operandi considerato predatorio: “Basta appalti milionari per abbattere massivamente il patrimonio arboreo privando uccelli e animali del loro habitat e i siciliani dell’aria che respirano, del paesaggio e del senso del bello“.

Si tratta di difendere “valori inalienabili”, ricordando alle istituzioni che “ci sono cose che hanno un prezzo e altre che hanno un valore”, e che quegli alberi rappresentano un patrimonio che sarà protetto a oltranza contro “assalti sconsiderati ed indifferenza”. La palla passa ora alla politica regionale, chiamata a fare chiarezza su un’emergenza paesaggistica che ha già attirato l’attenzione degli inquirenti.