8 views 3 min 0 Comment

Truffa del cucciolo online: finto microchip smascherato dalla Polizia Locale di Saponara

- 01/05/2026
Bulldog francese oggetto di truffa on line

Una donna si era recata al comando per un normale controllo. Gli agenti guidati dal comandante Lo Presti hanno bloccato i successivi pagamenti, sventando un raggiro nato sui social.

Il desiderio di accogliere un cucciolo di bulldog francese in famiglia trasformato nell’esca perfetta per una frode informatica. A Saponara, un semplice scrupolo ha salvato un intero nucleo familiare da un raggiro che rischiava di costare caro, bloccato appena in tempo grazie all’intuito e alle verifiche della Polizia Locale.

Tutto è iniziato nei giorni scorsi, quando una giovane donna si è presentata negli uffici del comando cittadino con una richiesta all’apparenza di pura routine: verificare se il codice del microchip di un cucciolo, fornitole da un sedicente venditore su una piattaforma social, fosse regolarmente intestato a lei. Un passaggio che l’intera famiglia – la giovane, la madre e il fratello – riteneva essere l’ultimo ostacolo prima di poter finalmente abbracciare il nuovo arrivato.

Il meccanismo architettato dai truffatori era classico ma insidioso. Inizialmente, il finto venditore aveva richiesto esclusivamente la copertura delle spese di spedizione del cane, spingendo la madre della ragazza a effettuare un primo versamento di 165 euro. Subito dopo, però, le pretese economiche si sono alzate: il truffatore ha battuto cassa per altri 389 euro, giustificando la somma come una fantomatica “assicurazione obbligatoria rimborsabile”. Fortunatamente, prima di far partire il secondo pagamento, la giovane ha deciso di rivolgersi agli agenti per controllare la documentazione.

Gli accertamenti condotti dagli operatori, sotto la direzione del Comandante Daniele Lo Presti, hanno fatto crollare l’inganno in pochi minuti. Le anomalie emerse erano molteplici e inequivocabili: il codice del microchip risultava totalmente inesistente nei database, il sito internet indicato per tracciare la spedizione del cucciolo era privo di riferimenti ufficiali, le richieste di denaro erano indirizzate a conti di soggetti privati e le comunicazioni provenivano da domini non verificabili.

L’intervento tempestivo della Polizia Locale ha così interrotto il meccanismo fraudolento, impedendo il versamento dei 389 euro e limitando al primo bonifico il danno economico.

Una vicenda che riaccende i riflettori sulle truffe online, sempre più strutturate e abili nel far leva sull’emotività e sulle buone intenzioni degli acquirenti. Dal comando di Saponara arriva un appello chiaro alla cittadinanza: prestare la massima attenzione alle offerte sul web, diffidare da richieste di denaro continue o sospette e, soprattutto, non esitare a varcare la porta degli uffici competenti anche solo per un dubbio all’apparenza minimo. Proprio come dimostra questo episodio, una semplice domanda al momento giusto può fare la differenza.