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Caccia ai fantasmi del Vomero: la fuga nelle fogne e il mistero di un bottino incalcolabile

- 17/04/2026
rapina vomero

Un assalto pianificato per settimane e portato a termine con una precisione militare. Dal saccheggio indisturbato del caveau alla perfetta via di fuga nel dedalo sotterraneo: le indagini stringono il cerchio sui segreti del commando, mentre cresce l’angoscia dei correntisti per un bottino dal valore potenzialmente inestimabile.

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L’assalto alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro si è trasformato in una serrata caccia all’uomo. All’indomani del colpo da film che ha tenuto sotto sequestro 25 ostaggi nel cuore di Napoli, le indagini si concentrano sul sottosuolo e sulla complessa rete fognaria partenopea, mentre decine di clienti restano col fiato sospeso per il destino dei propri risparmi.

Il nodo del bottino: svaligiate le cassette di sicurezza

Quantificare il valore esatto della refurtiva, al momento, è un’impresa del tutto impossibile. I malviventi, agendo in modo mirato e indisturbato durante le fasi di barricamento, sono riusciti ad accedere al caveau e hanno scassinato e svuotato decine, se non centinaia, di cassette di sicurezza. Poiché il contenuto di questi forzieri privati è noto esclusivamente ai legittimi proprietari, la stima economica del colpo rimane un’incognita.

Gli inquirenti temono però che la cifra possa rivelarsi astronomica, considerando che le cassette di sicurezza vengono abitualmente utilizzate per custodire gioielli, contanti e beni di pregio. Un timore condiviso dai correntisti: già nella serata di ieri, una folla di clienti in apprensione si è radunata all’esterno dell’istituto di credito, in cerca di rassicurazioni e di conferme sull’integrità dei propri averi.

Le indagini: telecamere, testimoni e rilievi sotterranei

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Le forze dell’ordine hanno avviato una massiccia operazione di ricerca, estendendo le battute dal quartiere Vomero all’intero territorio cittadino. Gli investigatori dell’Arma stanno lavorando su più fronti, partendo dall’acquisizione e dall’analisi certosina delle immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, nel tentativo di ricostruire le mosse del commando prima e dopo l’irruzione.

Parallelamente, si procede alla raccolta delle testimonianze degli ostaggi per tracciare il profilo dei tre o quattro rapinatori entrati in azione con i volti coperti da maschere cinematografiche. L’attenzione scientifica e investigativa, tuttavia, si concentra sulla clamorosa via di fuga. Gli inquirenti stanno setacciando i cunicoli fognari utilizzati dalla banda per svanire nel nulla poco prima dell’irruzione delle teste di cuoio. Si cercano tracce organiche, attrezzature da scasso abbandonate o qualsiasi indizio utile lasciato nel labirinto sotterraneo. La precisione militare del colpo suggerisce un piano preparato per settimane, supportato da uno studio approfondito delle planimetrie del sottosuolo cittadino.

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